»Non vorrei, miss Bellenden, mi credeste da più che non sono. Altre volte m'è accaduto non riuscire in simili domande inspiratemi da sentimento d'umanità.»
»Fatene una prova anche una volta per amor di mio zio.»
»E perchè non dite per amor vostro? — Perchè non mi concedete di credere che il prestarmi a quanto si desidera da me torni parimente a vostra soddisfazione? Avete dunque sì poca fiducia in un antico amico per torgli sino la dolce persuasione di potere una volta far qualche cosa che vi riesca d'aggradimento?»
»Certamente, rispose Editta..... certamente.... voi mi fareste cosa oltre ogni dire aggradevole. — Prendo vivissima parte al destino del signor Morton a cagione... di mio zio. Oimè! odo i soldati. In nome del cielo, o Milord! non mi ricusate quanto vi chiesi. Non perdete un istante.»
»Siate tranquilla, le disse lord Evandale. Ne chiamo in testimonio il cielo, Morton non morrà, dovessi io morire in sua vece! Ma (soggiunse prendendole una mano che ella non ebbe il coraggio di ritirare) non mi concederete voi parimenti una grazia?»
»Tutto quanto potete sperare dalla tenerezza d'una sorella.»
»E si limita dunque a ciò tutto quello che giugneranno ad ottenere da voi le mie sollecitudini finchè vivo, la mia memoria se più non sarò?»
»Deh! non parlate in questa guisa, o Milord; che troppo profondamente mi affliggete, nè a voi medesimo rendete giustizia. Non v'è alcuno che possieda più interamente di voi il mio rispetto, la mia stima, la mia amicizia....»
Ella andava studiando i termini onde conchiudere questa frase senza trafiggere l'animo appassionato di lord Evandale, allorchè udì un sospiro, che le fe' volgere il capo verso altra parte. Venìa questo sospiro da Morton carico di catene e condotto ivi in mezzo a' soldati. Gli ultimi accenti da lei pronunziati avean ferito l'orecchio del prigioniero, che in passando lasciò cadere sovr'essa un'occhiata di rimprovero, e la convinse in tal guisa com'egli avesse male interpretata la natura del colloquio ch'essa ebbe col lord; avvenimento che sol mancava a compiere la confusione e l'angoscia di miss Editta. Sparitine allora dal volto i colori che dianzi l'animavano, fecero luogo ad una mortal pallidezza. Nè sfuggì tale cambiamento all'occhio acuto di Evandale, che sospettò tantosto qual genere di premura, qual genere di pietà tenesse sollecita la donzella che l'animo gli signoreggiava; e portando alternativamente gli sguardi, or sopra Editta, or sopra Enrico, tai sospetti in certezza gli si tramutarono.
»Se non m'inganno, diss'egli dopo un istante di silenzio, questo giovane è pur quegli che riportò il vanto d'aver tirato meglio al bersaglio nel giorno dell'ultima rassegna.»