»Non saprei... non saprei troppo... ma credo di sì» balbettò Editta.
»Ed io ne son certo, disse con lieve tinta d'amarezza Evandale. Non è maraviglia che un'avvenente donzella si affanni a pro di chi fu vincitore.»
Lasciando in quell'istante Editta, mosse verso Claverhouse, che s'era allora seduto dinanzi ad una tavola; e postosi a qualche distanza da esso rimase in silenzio coll'intenzione di regolare il proprio contegno colle cose che fossero per accadere.
CAPITOLO XII.
»Più d'ogni mostro che fu all'orbe infesto»
»La gelosia, Signor, questa paventa.»
Otello
A spiegar meglio l'impressione che fecero sopra Enrico le ultime parole, sfortunatamente da esso udite, di miss Editta, ne è indispensabile il dipingere lo stato, in cui trovavasi allora l'animo suo, e presentar parimente alcuni cenni sull'origine della conoscenza ch'ei con questa ragguardevole donzella incontrò.
Enrico Morton era stato favorito dalla natura d'una di quelle felici indoli che fan propenso chi le possiede ad attribuirsi minori pregi di quanti ne ha veramente. Aveva ereditato dal padre un coraggio pronto a qualsivoglia cimento, e un odio insuperabile contr'ogni genere d'oppressione. Comunque la famiglia di lui avesse abbracciati i dogmi de' Puritani egli però non ne partecipò le massime sì che le spingesse oltre i confini d'ogni rigore, nè una scintilla tampoco del fanatismo puritano nell'animo di lui penetrò.