»Ebbene! rispose Pique colla massima calma, compiuta rotta.»

»Chi avete veduto? gli chiese tosto il maggiore. Da chi riceveste una tale notizia?»

»Da una mezza dozzina di dragoni, che fuggono verso Hamilton, e par facciano a gara chi più presto vi arriverà. Egli è in questo modo che guadagnan terreno. Guadagna poi chi la potrà la battaglia!»

»Continuate sempre i vostri apparecchi Harrison. Gudyil, fate accoppare buoi a proporzione della quantità di sale che avete per salarli. Mandate alla città per ritrarne farine, e l'altre cose indispensabili. Non perdete un istante. — Sorella, il meglio per voi sarebbe ritirarvi con mia nipote a Charnwood, e acquistar tempo finchè i sentieri son liberi.»

»No, caro fratello: poichè giudicate che il mio vecchio castello possa reggere contro i ribelli; non me ne dipartirò certamente. Per casi simili l'ho abbandonato due volte in mia gioventù, e ritornando non vi ho più trovato i migliori fra quelli che lo difendevano. Vi rimarrò pertanto, dovessi trovar qui il fine della mia avanzata carriera.»

»Fate dunque come credete, e pensandoci di nuovo..... chi sa non provvediate così meglio alla sicurezza vostra e di Editta? Questo scompiglio può divenire segnale di sommossa generale de' Puritani da Tillietudlem a Glascow. Allora forse vi presenterebbe più pericoli Charnwod, che non questa istessa dimora.»

»Fratello mio (soggiunse lady Margherita con gravità) essendo voi il parente più prossimo del defunto mio sposo, vi do con questo (e in dir ciò gli rimetteva la venerabile canna guernita di pomo d'oro, già appartenuta al padre di lei, il conte di Torwood) l'investitura del comando del castello di Tillietudlem, del diritto di usare in esso e nelle sue pertinenze l'alta e media giustizia, di comandare a' miei vassalli, di punirli, siccome potrei farlo io medesima, e vo' sperare che difenderete in guisa convenevole una piazza, entro la quale sua maestà il re Carlo II si è degnato....»

»Va bene, va bene, sorella mia! Ma in questo momento non abbiam tempo di parlare della colezione di sua maestà.»

E lasciò tosto la sorella, correndo colla vivacità che s'addirebbe ad un giovine di venticinque anni per passare in rassegna la sua guernigione, e studiare su i modi di difendere la piazza.

Il castello di Tillietudlem essendo situato sull'altura di una montagna, precipizi e discoscesi dirupi il rendevano inaccessibile da tre bande, e la sola d'onde vi si potesse avvicinare era circondata da grossissime muraglie, dopo le quali veniva un cortile chiuso esso pure da una cinta della stessa natura, e fiancheggiate inoltre da merlate torricelle. In mezzo al castello sorgeva una torre che signoreggiava tutti i dintorni, sul cui pianerottolo stavano pezzi di artiglieria, adoperati anche nell'ultime guerre civili.