»Posso lasciarvi, il colonnello soggiunse, dodici o venti uomini capaci di restar intrepidi sulla breccia, fosse anche il diavolo che venisse all'assalto. Certamente prestereste il massimo servigio allo stato col dar qui indugio, anche d'una sola settimana, al nemico; basterebbe questo tempo per farvi giugnere indubitatamente soccorsi.»

»Con venti uomini coraggiosi mi fo mallevador del castello. Vi ho già fatto introdurre i cassoni di polvere che avevate lasciati nella nostra cascina. E quanto a vittovaglie, spero che i messi da me inviati ai vicini villaggi non torneranno addietro a mani vuote. Ad un estremo caso poi mangeremo le suola de' nostri stivali prima di renderci.»

»Oserei, colonnello, farvi un'inchiesta, disse allora lady Margherita. Avrei caro, se il rinforzo che vi piacerà aggiugnere alla mia guarnigione avesse per comandante il sergente Stuardo di Bothwell. Potrebbe ciò dargli occasione di meritarsi più presto la promessagli promozione; oltrechè la nobiltà del sangue, onde proviene, m'inspira grande fiducia.»

»I fatti campali del sergente son terminati, o milady, rispose Claverhouse, nè è in questo mondo ch'ei possa omai sperare le sue promozioni.»

»Perdonate (soggiunse il maggiore, che prese pel braccio il colonnello e seco lo trasse in disparte) ma non so celarvi la mia angustia sopra diversi de' miei amici. Temo abbiate fatta un'altra perdita e ben più importante. Osservo che lo stendardo è portato da altri. Soleva essere vostro nipote....»

»Avete ragione, o maggiore, rispose Claverhouse senza cambiare di tuono. Mio nipote non è più; ma ha fatto una morte degna di lui, adempiendo il proprio dovere.»

»Quale sciagura! sclamò il maggiore; un sì bel giovine, sì valoroso; su cui si fondavano tante speranze!....»

»Tutto ciò è vero, replicò Claverhouse; io riguardava il povero Riccardo come mio figlio; esso era la pupilla de' miei occhi, l'erede mio presuntivo. Ma io vivo, o maggiore, (soggiunse stringendo con forza la mano del vecchio guerriero) e vivo per vendicarlo.»

»Colonnello (ripigliò a dire il prode veterano, intantochè rasciugava una lagrima dagli occhi sfuggitagli) mi compiaccio in veggendovi sopportare con tanta fermezza una sì grave sciagura.»

»Che che possa dirsi, o maggiore, un disordinato amor di me stesso non guida nè le mie speranze, nè i miei timori, nè i miei diletti, nè le mie pene. Il ben pubblico è sempre stato il solo mio scopo. Forse talvolta ho spinta tropp'oltre la severità, ma quanto feci il feci per il meglio, nè mi appartiene mostrar pe' miei patimenti propri una debolezza che non ho mostrata per quelli degli altri. I miei nemici nel consiglio imputino a me questa rotta! — Sprezzo le loro imputazioni. Mi calunnino presso il sovrano! — Saprò ad essi rispondere. Trionfino i ribelli della mia disfatta! — Verrà il giorno di provar loro che trionfarono troppo presto. Il giovinetto rimasto morto sul campo era la sola barriera posta fra me ed un avaro congiunto; perchè, il sapete, non ho figli miei propri; ma una tale sventura ferisce me solamente; nè la patria dovrà dolersi tanto di questa perdita quanto di quella di lord Evandale, che dopo aver date prove del massimo valore, ha dovuto, come sembra fuor di dubbio, perire.»