»Vi do la mia parola di soldato, o maggiore, penso così; nè è da oggi in poi solamente che penso essersi abbracciate provvisioni violente troppo e rigorose a danno di questa infelice contrada. Noi, i primi, ci portammo a riprovevoli estremi, noi inacerbimmo gli animi, non dirò solamente della classe subalterna del volgo, ma anche di tutti quelli più ragguardevoli che, spirito di parte o antica divozione ad una dinastia, non incatenarono alle bandiere del re.»

»Io poi non so di politica, mio caro milord, e queste distinzioni son troppo sottili per me. La mia spada non appartiene che al re, e son pronto a sguainarla ogni volta ch'egli il comandi.»

»Spero, o maggiore, vi siate accorto che nemmen la mia sta incollata nel fodero; bramerei però, e lo bramerei con tutto l'animo, non dover farne uso che contra nemici stranieri... Ma lo vedo anch'io; non è buon momento a discutere tale quistione, perchè il nemico si avanza.»

Di fatto l'esercito de' sollevati incominciava a scorgersi sopra d'una collina poco distante dal castello, e a questa volta s'era indiritto, ma fe' pausa prima d'essere a gittata delle batterie della torre, dando a divedere perplessità circa l'avventurarsi a tale saluto. Il ridetto esercito apparve più numeroso di quanto erasi immaginato e giudicandone dal fronte e dalla profondità dei battaglioni, si dovette conchiudere ch'esso aveva ricevuti parecchi rinforzi. Tre o quattro uomini a cavallo che ne sembravano i condottieri s'avanzarono a capo di quelle schiere, e raggiunsero una picciola eminenza vicinissima a Tillietudlem.

Gudyil che, come artigliere, avea qualche perizia in tal genere di fazioni, puntò un cannone alla dirittura di questo gruppo di uomini distaccato, e voltosi al maggiore. »Debbo trarre, mio comandante? vi prometto che qualcun di costoro non si partirà più dal luogo dove è venuto.»

Il maggiore die' un'occhiata a lord Evandale.

»Un momento! disse l'altro. Vedo che spiegano una bandiera bianca.»

Di fatto un di que' cavalieri scese da cavallo, e s'incamminò solo verso il castello, portando una picca sopra cui sventolava un bianco vessillo. Il maggiore e lord Evandale scesero dalla torre, e s'inoltrarono fino all'ultimo palizzato a fine di ricever l'araldo; chè non pensarono espediente cosa dargli accesso entro una fortezza ove erano deliberati a difendersi. Nell'atto che partì il messo puritano, gli altri suoi compagni tornarono ad unirsi all'esercito, quasi presagissero le buone intenzioni che per riguardo loro avea manifestate Gudyil.

L'araldo de' Presbiteriani, giudicandone alla fisonomia e al portamento, sembrava gonfio di quell'orgoglio spirituale, che è il caratteristico di cotal setta. Una specie di sprezzante sorriso ne animava le labbra, e i suoi occhi socchiusi volgendosi al cielo indicavano uomo che ha in non cale le cose terrene, per darsi intieramente alle celestiali contemplazioni.

Lord Evandale non potè starsi dal ridere in riguardando quella grottesca figura, cui si fece a scandagliar meglio per traverso ai vani del palizzato.