»E avete voi qualche speranza di buon esito in una sì difficile impresa?» lady Margherita gli domandò.
»Ne avrei molta, o milady, se tutti i Presbiteriani fossero moderati come il sig. Morton lo è, e se tutti i Reali imitassero nel disinteresse il maggiore Bellenden. Ma tale è la deplorabile ostinazione delle due parti, che temo si debba nuovamente ricorrere all'armi per risolvere l'acerba querela.»
Ognun s'immagina con quale sollecitudine miss Bellenden porgesse mente a sì fatto colloquio; e doleasi fra se medesima d'avere usato di troppa asprezza in favellando all'amante. Ma erale poi di conforto al cuore lo scorgere, come anche a giudizio d'un emolo generoso, il carattere di Morton fosse nè più nè meno tal quale se lo era essa dipinto.
»Il flagello delle guerre civili, le massime pregiudicate di mia famiglia, andava così meditando, potranno bensì obbligarmi a staccarlo dal mio cuore ma non mi torranno la certezza confortatrice ch'egli era degno del luogo occupatovi per lungo tempo.»
In questo mezzo, Enrico giugneva in vicinanza di Hamilton al campo dei sollevati, ove trovò tutte le cose in disordine. Vi era pervenuta la sicura notizia, che l'esercito reale, ingrossato dai rinforzi pervenutigli dall'Inghilterra, stava per incominciare le azioni campali; e quanto la fama amplificava le forze, il buono stato, il valore, la disciplina di questo esercito, altrettanto infievoliva il coraggio de' sollevati; al che aggiugnevasi altre circostanze in loro vantaggio. — Sulle prime la conosciuta indole moderata del duca di Monmouth avea fatto nascere buone speranze negli animi dei Presbiteriani moderati, ma queste si dileguarono al sapersi le persone che sotto gli ordini dello stesso Monmouth militavano.
Erane luogotenente generale il celebre Tommaso Dalzell, segnalatosi in Russia, contrada a que' giorni tuttavia immersa nella barbarie; e famoso così per le sue crudeltà e il lieve conto in che tenea le vite degli uomini, come per valore e fedeltà al suo sovrano; e intanto il comando della cavalleria stava affidato a Claverhouse, ardente di vendicare la morte del proprio nipote e l'onta sofferta nella giornata di Loudon-Hill.
L'artiglieria reale era, dicesi, la più formidabile che si fosse veduta ancor nella Scozia; numerosa, e a tutto punto fornita la cavalleria. In somma la vendetta del re parea non essersi mostrata lenta che per iscoppiare in una guisa più terribile e certa.
Morton si studiò a confortare gli animi de' sollevati, fondandosi sulla possibilità che fossero esagerate sì fatte voci e sulla forza locale del loro campo protetto da un fiume, che non potea valicarsi se non se per lungo ed angustissimo ponte. Richiamò alla memoria de' medesimi la vittoria riportata sopra Claverhouse in un tempo, che meno numerose erano le loro schiere, quando difettavano d'armi la maggior parte, allorchè non s'erano ancor formati alla consuetudine della militar disciplina; finalmente si adoperò a convincerli che non doveano cercare fuorchè in se medesimi una sicurezza raccomandata affatto al loro coraggio.
Ma intantochè con simili ragionamenti cercava ridestare l'illanguidito ardore negli animi de' soldati, si prevalea presso i capi delle medesime sconfortanti voci per fare comprendere a questi la necessità, di proporre al governo modi d'aggiustamento, i quali, soggiugnea Morton, poteano essere più favorevolmente ascoltati sintantochè quelli che li proponevano si trovavano a capo di un esercito, e numeroso e che poteva vantarsi di non avere ancora sofferta veruna rotta. Nè mancò di mostrar loro, come nello stato di abbattimento, in cui cadute eran le schiere, fosse quasi chimerica la speranza di guerreggiar con vantaggio le forze regolari comandate dal duca di Monmouth, nè si ristette dall'enumerare i danni di una disfatta, se sventuratamente si fosse avverata; allora la sollevazione ben lungi dall'avere partorito vantaggio alla patria divenire ai Reali nuovo pretesto per raddoppiare le persecuzioni.
L'evidenza de' quali ragionamenti convinse un certo numero di que' comandanti, i quali sentivano essere cosa per essi egualmente rischiosa il congedare le truppe o il mantenere il comando, e questi di fatto, dopo sapute le proposte che lord Evandale si assumea di trasmettere al duca, ad esse assentirono. Ma altri vi furono che le divulgarono empie, sacrileghe, contrarie alla fede presbiteriana; ed erano sfortunatamente coloro, che godevano di maggiore prevalenza sulla moltitudine, che non avevano nulla da perdere, che col proprio fanatismo cieco e truce, soltanto si consigliavano. Spargevano questi per ogni dove che chiunque parlava di pace, senza metterne quai condizioni la rimozione del re e la supremazia della chiesa presbiteriana, mancava di zelo nel coltivare la vigna del Signore, non pensava che a ritrar dall'aratro le proprie mani, cercava unicamente pretesti ad abbandonare i fratelli ed occasioni a tradirli. Per tutte le file non s'udivano che dispute e controversie a tale proposito; dai litigi venivasi alle percosse, e la discordia impadronitasi dell'esercito mal presagiva per la causa imminente a risolversi.