»Tutto strattagemma, Macbriar! Tutto insulto onde si cerca viepiù d'infiammare il nostro risentimento.»

Ma fu interrotto dall'arrivo d'un di coloro che aveano accompagnato Morton al castello, e veniva ad annunziargli, come questo fosse già sgombro e occupato da truppe presbiteriane. La qual novella favorevole, anzichè acchetare Burley, il furor ne raddoppiò!

»Come dunque? (costui si fece ad esclamare) Avrò tralasciato da imprese assai più gloriose, avrò perduto il mio tempo dinanzi ad una miserabile bicocca, l'avrò disastrata per fame e tribolazioni, onde poi all'istante di divenire arbitro della sorte di essa e di coloro che vi abitavano, un imberbe giovinastro venisse a spogliarmi di questo onore, e a rapirmi coloro ch'io riguardava siccome miei prigionieri? Non è forse all'operaio che il salario è dovuto? Non è forse al....?»

»Burley! soggiunse Macbriar, non ti riscaldare cotanto contra un fanciullo che non è meritevole della tua collera. Non è egli vero che Dio sceglie a suo grado i propri strumenti? E chi t'assicura che questo fanciullo non sia stato inspirato dallo stesso Dio per mettere più presto in nostro potere il castello di Tillietudlem?»

»Taci là, nè far torto a te medesimo e al senno che hai. Non fosti primo ad avvertirmi tu stesso, ch'io diffidassi di questo sepolcro imbiancato, di questa moneta di rame che io avea presa per moneta d'oro? È cattivo indizio, anche per coloro che spettano al gregge degli eletti, il non ascoltare gli avvisi di ministri spirituali della tua sfera; pure Morton non tenne sempre chiuse le orecchie alle tue voci? Egli è d'uopo somigliarti, o Efraim, per isciogliersi dai vergognosi legami dell'umanità.»

Complimento che toccò la corda sensiva del nostro predicatore, il quale in oltre avea massime comuni con Balfour di Burley! laonde entrambi si trasferirono tostamente al castello. Burley s'impadronì dei vasellami d'argento e di quanto potea tornar utile al suo esercito; poi trasferitosi, senza farne motto ad alcuno, nell'archivio del castello, vi s'intertenne per lungo tempo. Nel corso di quella giornata non solamente Kettledrumle, ma anche lord Langfern arrivarono a Tillietudlem. Questi capi, congregatisi in allora, inviarono un corriere al presbiterio di Milnwood sollecitando il ministro Poundtext a venir tostamente al castello per prendere parte al consiglio che vi si tenea. Ma questi ricordandosi che quella rocca andava munita d'un carcere colla porta di ferro, stimò prudente partito il non commettere la propria persona allo sdegno di que' confratelli. Accolse bensì con ogni cortesia il loro messo, si fece raccontare da lui tutte quelle particolarità che ai leggitori nostri abbiamo narrato; ma poi nel silenzio della notte prese la via di Hamilton, ove parimente arrecò la notizia che gli altri capi divisavano restituirsi, appena raunato un corpo di Puritani sufficiente a tenere in suggezione quella parte di esercito che presa aveano in diffidenza.

»Voi vedete, così conchiuse la sua narrativa Poundtext, come costoro siansi per tal via assicurato il favore della maggiorità nel consiglio; perchè lord Langfern; il quale non era nè carne nè pesce, or si è lasciato sottomettere affatto da Kettledrumle, e ne ha abbandonati. Noi siamo dunque circondati da nemici per ogni dove, da un lato l'esercito de' Reali, dall'altro una mano d'insensati confratelli che si chiariscono contro di noi.»

Morton lo esortò al coraggio ed alla pazienza, partecipandogli ad un tempo la speranza concetta di ottenere condizioni di pace ragionevoli colla mediazione di lord Evandale, e ponendogli innanzi agli occhi la lusinghevole prospettiva di poter fra breve tornare a starsene colla sua pipa, colla sua birra, col suo Calvino legato in pergamena, purchè continuasse a cooperare seco lui con tutti i suoi sforzi per giugnere ad una pacificazione generale. E tanto fece e disse che potè persino inspirargli un poco più di fermezza, ed indurlo ad aspettare in quel campo l'arrivo de' suoi temuti colleghi.

Aveano costoro radunato un corpo di lor partigiani che stavasi in cento uomini di cavalleria e mille cinquecento di fanteria, tutti avvezzi a segnalarsi per lo stravagante fanatismo delle esagerate lor massime, e per la consuetudine di travisare ad ogni proposito i passi della scrittura a fine di giustificare all'uopo l'assassinio o qualsivoglia delitto, e finalmente pel cupo zelo e feroce onde si facevano obbedientissimi ai comandi anche i più orridi che potessero ricevere dai non meno sanguinolenti lor comandanti. Tale smannata, di nemici anzichè di confederati, ad ingrossar venne il campo. Burley, nè cercò de' due altri colleghi, nè in modo alcuno li fe' consapevoli delle cose da lui divisate, e unicamente nella mattina successiva al suo arrivo li fece avvertire di trasferirsi al consiglio.

Morton e Poundtext entrando nella sala dell'assemblea, vi trovarono già uniti i quattro loro colleghi, dai quali non ricevettero verun contrassegno di cortese accoglienza, e previdero che tranquillamente non sarebbero andate le cose in quell'adunata.