Regolate essendo in cotal guisa le cose, i due capi più moderati osarono porre un altro partito cui sperarono sostenuto da lord Langfern, perchè il videro impallidire all'annunzio dell'avvicinar de' Reali, e perchè per altra parte il sapevano propensissimo a favoreggiare i consigli di chi sull'istante egli credeva il più forte. Essi pertanto misero innanzi agli occhi dell'assemblea come in tale occasione il re non avesse affidato il comando del proprio esercito a veruno fra gli antichi persecutori de' Puritani; il duca di Monmouth prescelto a tale dignità essere anzi uom conosciuto per la dolcezza dell'indole sua e per inclinazioni favorevoli alla causa della nazione; potersi indurre da ciò che le intenzioni del governo fossero meno di quanto il furono per lo passato ostili ed avverse ai Presbiteriani; essere quindi cosa suggerita dalla prudenza, e divenuta perfin necessaria, il verificare se mai il duca avesse qualche istruzione segreta che in qualche modo li favorisse; nè potersi ottenere tale certezza per altra via che col deputargli un araldo.
»E chi è che voglia incaricarsi di essere quest'araldo? (prese a dire Burley, sollecito di sviare una proposta sì ragionevole ch'ei non potea di fronte combatterla). Obbliate forse come Claverhouse, armando il titolo di rappresaglia per la morte di suo nipote, giurò far appiccare il primo parlamentario che gli avessimo spedito?»
»Non ci stiamo per simil tema, poichè io medesimo mi assumo tal commissione, semprechè il consiglio creda affidarmela.»
»Lasciam ch'ei vada, disse sotto voce Burley a Macbriar, così il consiglio si sbarazzerà di costui.»
Quindi il partito posto da Morton non trovò contradditori nè manco in coloro che sembravano dover esserlo maggiormente, e venne risoluto che Enrico Morton si trasferirebbe al cospetto del duca di Monmouth, onde sapere a quai patti acconsentirebbe di negoziare co' sollevati. Divulgatasi tale risoluzione per tutto l'esercito, ne fu universale la gioia fra coloro della parte moderata, lontani dal nudrire la cieca presunzione di que' Puritani, che pensavano bastanti mallevadori della vittoria un feroce zelo, ed un selvaggio entusiasmo.
Munito delle istruzioni del consiglio, e accompagnato dal solo Cuddy, Morton si partì dunque alla volta del campo de' Reali, impavido di que' rischi che sì frequentemente sovrastano a chiunque imprenda nelle civili discordie la dilicata parte di mediatore.
Nè scostato erasi più di tre o quattro miglia dal campo de' suoi, allorquando si accorse che stava per incontrare l'antiguardo dell'esercito de' Reali. Pervenuto ad una eminenza contemplò le strade, che tutte prendevano la via di Bothwel-Muis, ove divisavano metter campo nella prossima notte, castello non lontano più di due miglia dal Clyde, alla riva opposta del qual fiume campeggiavano i Presbiteriani.
Dopo avere dispiegata bandiera bianca si volse al primo drappello di cavalleria che incontrò, partecipando al sergente che lo guidava il proprio desiderio di favellare a sua altezza. L'altro gli rispose che correva a farne consapevole il capitano; nè questi indugiò a comparire unitamente al maggiore.
»Voi perdete il vostro tempo, mio caro amico, disse quest'ultimo a Morton, anzi arrischiate inutilmente la vita. Il duca di Monmouth non ascolterà certamente proposte venutegli da ribelli che tuttavia impugnano l'armi. Aggiugnete che le tante crudeltà omesse dai vostri devono farvi pauroso d'una rappresaglia.»
»Quand'anche il duca di Monmouth ne giudicasse colpevoli, rispose Morton, non so immaginarmi che volesse condannare a morte tanti sudditi del suo re, senza ascoltare almeno quai cose possano addurre in propria discolpa. Per parte mia nulla temo. Non ho da rimproverare a me stesso alcun atto di crudeltà ch'io abbia autorizzato, e nemmen tollerato; e la paura poi di essere innocente vittima delle colpe degli altri non mi ratterrà dall'eseguire l'incarico che mi assunsi.»