»Ponete mente, gli disse il duca, a quai pericoli andate incontro col ricusar di rispondermi; parlate finchè ne siete anche in tempo. Voi siete troppo giovane per potere resistere ai patimenti che diverranno conseguenza della vostra ostinazione.»

»Vi sfido! (rispose Macbriar lanciando su i giudici uno sguardo di rabbia e disprezzo). Non è la prima volta ch'io sia stato imprigionato e assoggettato ai tormenti, e comunque giovane, ho vissuto abbastanza per imparare a morire quando Dio l'avrà ordinato; perchè, sappiatelo; non è da voi altri che la mia vita dipenda.»

»Va ottimamente! il duca riprese a dire; ma vi sono certe cose sgradevoli che vi possono accadere innanzi ancor di morire;» e detto ciò fe' udire lo squillo d'un campanello d'argento posto sopra una tavola dinanzi a lui.

Nel tempo stesso venne sollevata una cortina di color cremisi che era ad un'estremità della sala, e che lasciò ad ognuno visibile il carnefice, munito di tutti gli ordigni della tortura, in quel secolo tuttavia barbaro, adoperata. Morton, tutt'altro che preparato a così truce spettacolo non potè starsi dal fremere. Macbriar vide questi apparecchi senza impallidire, o mostrare il menomo segno di debolezza.

»Conoscete voi quell'uomo?» gli chiese Lauderdale.

»Egli è senza dubbio l'esecutore degli atroci comandi che avete dettati contra gli eletti del Signore, nè agli occhi miei siete spregevoli men di colui. Benedico il cielo, poichè mi dà la forza di non temere i tormenti che voi saprete ordinare e ch'e' saprà farmi soffrire. La carne e il sangue possono risentirsi di tai patimenti; la fragilità della natura umana potrà costrignerla a gemiti e a lagrime, ma la mia anima è superiore ai vostri sforzi congiunti.»

»Fate il vostro dovere» disse il duca al carnefice.

Risparmieremo ai nostri leggitori la troppo increscevole pittura de' tormenti che al prigioniero si fecero sopportare, limitandoci a dire ch'ei li sostenne con una costanza degna di miglior causa. Il presidente ordinò più d'una volta si sospendesse quella orribile fazione per reiterare al paziente l'inchiesta fattagli intorno a Burley, ma ne ottenne sempre la stessa risposta. Finalmente i patiti travagli avendo privato Macbriar dell'uso de' sensi, un chirurgo postogli a canto proferì che la natura non poteva reggere a maggiori prove.

»Dunque, disse il duca, or non occorre altro che pronunziare la sua sentenza.»

Intanto che il chirurgo operava i soccorsi della sua arte per richiamare i sopiti sensi dello sciagurato, il presidente raccoglieva i voti de' membri del consiglio, il quale al primo segno di vita esternato dal prigioniero, pronunziò contro di lui sentenza di morte per delitto d'alto tradimento, condannando, lui essere appiccato e ad avere indi tronche la testa e le mani; le sostanze sue ad essere confiscate a pro del pubblico erario.