»Vi si trovano ora?»
»No signore. Sono andate a visitare la sorella di lord Evandale, e intanto custodisco io le chiavi della casa. Non è poca ventura per esse l'avere fatta l'eredità del vecchio maggiore Bellenden.»
»Uom rispettabile e degno! sclamò lo straniero. Seppi a Edimburgo che più non vivea.»
»Ah! non ebbe più un giorno di bene dal momento che vide la vedova di suo fratello e la sua giovine nipote cacciate dal loro castello; e sì! ha speso di bei denari per sostenere quella lite. Ciò è stato sotto il regno del re Giacomo. Basilio Olifant che facea causa per ottener questo dominio diventò cattolico a fine di guadagnarsi il cuore de' giudici. Oh! allora non gli si ricusò più cosa veruna. È poi da aggiugnersi, che lady Bellenden non ha mai più potuto trovare quello straccio di pergamena, che avrebbe fatti veder chiari com'erano i suoi diritti, sicchè dopo un litigare per più interi anni, la terminò coll'avere la sentenza sulle spalle. Fu pel maggiore un tal colpo che non se ne riebbe da poi, e la rivoluzione fu l'ultimo; perchè, comunque non avesse gran ragione di amare il re Giacomo che gli avea con tanta leggiadria ridotte alla nudità le parenti, il suo amore al sangue dagli Stuardi ancor prevalea. Insomma è morto. Già non è stato ricco in alcun tempo, perchè quel bravissimo uomo non vedea mai persona in bisogno che non si facesse tosto a soccorrerla. Vennero di giunta i debiti che dovette incontrar per la lite, tantochè dopo la sua morte Charnwod è andato in mano de' creditori, e questo piccolo fondo è tutto ciò che è rimasto della sua eredità.»
»Se così è, soggiunse l'ospite commosso oltre ogni dire, queste due povere signore son rimaste prive di sostanze e di appoggio.»
»Oh! non mancheranno mai di nessuna di tali cose sintantochè viva lord Evandale. Egli non le ha abbandonate, come hanno fatto tant'altri. No certo! anzi per valermi del parlare di Mausa, mia suocera, dai giorni del patriarca Abramo venendo a noi, non si è mai dato uomo, che s'affaccendi tanto per meritarsi una donna.»
»Perchè dunque, con voce tremebonda l'ospite domandò, perchè dunque un affetto sì disinteressato non ebbe prima d'ora la sua ricompensa?»
»Ah! Ah! — Son più d'una le ragioni. Primieramente le turbolenze del paese, poi la lite, poi la morte del maggiore, finalmente... Ma, oh Dio! signore, voi vi sentite male.»
»Non è nulla, disse il forestiere, che le parole appena trovava. Soggiaccio talvolta a certe palpitazioni di cuore. M'accorgo che avrei bisogno di riposo e di solitudine. Potreste voi darmi una stanza ed un letto? Vedrò Cuddy domani mattina. Mi trovo troppo stanco per potergli parlare questa sera.»
»Oh sì certamente, o signore! (rispose la contadina con una premura, mossa, a quanto parea, da cagione segreta ch'ella disvelar non volesse). Posso darvi una stanza nella casa de' miei padroni. S'eglino vi fossero non m'assumerei da me sola una tal libertà; ma so bene che non me ne faranno rimprovero.»