Detto ciò, prese un lume e pregando l'ospite a seguirla, lo condusse nella casa, della quale, come vedemmo, aveva essa le chiavi. Entrato ch'egli vi fu, la donna si congedò da esso un istante per apparecchiargli, soggiunse, la stanza; nella qual bisogna mise una prestezza sì straordinaria da potere in men di cinque minuti avvisarlo che il letto gli era allestito. Ma quando a ciò s'accignea il trovò privo di moto e col capo appoggiato sopra la tavola presso cui si era seduto. Temette da prima ch'egli avesse smarriti i sensi; ma avvedutasi ch'egli era unicamente assorto nel suo dolore si ritirò senza ch'ei l'avesse veduta, e prima di ritornare fece qualche strepito per dargli tempo a nascondere un'interna agitazione, della quale ella non volea darsi per accorta; e di fatto questa seconda volta il trovò in piedi che camminava su e giù per la stanza. Indi il condusse nell'appartamento assegnatogli, che era quello solito ad essere occupato da lord Evandale quando a Fairy-Grove trasferivasi; e questo appartamento tutto stavasi in una stanza da letto e in un picciolo gabinetto che metteva al giardino, separato poi da una grande sala per un sottilissimo tramezzo di legno. La contadina si partì da quel luogo augurando una felice notte e miglior salute al suo ospite.
»Sia lodato Dio! disse fra se medesima nel tornar che fece alla propria abitazione: sarò io la prima a vedere Cuddy, e ad avvertirlo di quanto accade.»
CAPITOLO VIII.
»O tu che adduce all'are dell'imene
»Brama di rinvenir chi le spinose
»Calli di vita aspergati di rose
»Nella compagna di tuoi gaudj e pene;
»Paventa di ritrarne al pie' catene
»In fra i mirteti lusinghieri ascose,