»No davvero! questa rispose. In certe tai quali occasioni un terzo fa sovente cattiva figura. Vado a passeggiare nella prateria lungo al ruscello; mi farete avvertire quando sarà ora di colezione.»

Ella usciva della sala nell'atto stesso che vi entrava Evandale. »Buon giorno, fratello, sorridendo gli disse, e buon giorno fino al momento della colezione! Spero che darete a miss Bellenden qualche buona ragione sul motivo d'averla obbligata ad alzarsi così di buon'ora.» E sì parlandogli, sparì senza aspettarne risposta.

Miss Editta stava per ripetere la stessa inchiesta a milord, quando fissando il guardo sopra di lui, vide su tutti i lineamenti del medesimo l'espressione d'un'agitazione tanto visibile e straordinaria che non potè ristarsi dall'esclamare: »Mio Dio! milord; che avete voi dunque? Che cosa abbiamo di nuovo?»

»I fedeli sudditi di sua maestà, Giacomo II, rispose Evandale, hanno riportata presso Athol una vittoria segnalata, e, a quanto pare, decisiva, ma il mio sfortunato amico, il prode visconte di Dundee...»

»È egli morto?» gridò miss Editta, indovinando sull'istante questa fatale notizia.

»Egli è vero, mia cara miss! Egli è morto in mezzo al trionfo, come fu sempre l'ardente suo desiderio; e le ultime parole di lui sono state per additarmi ai propri ufiziali come l'uomo ch'ei giudicava il più capace a venirgli dopo. Anzi ieri per parte di questi ho ricevuta una sollecitazione di trasferirmi al campo ed assumervi il comando dell'esercito. Voi ben comprendete, miss Bellenden, che non mi è lecito esitare. Ho ordinata la leva de' miei vassalli, e mi è d'uopo congedarmi da voi questa sera.»

»E potete pensare a questo, o Milord? nè sapete come la vostra vita è preziosa ai vostri amici? Deh! non l'avventurate in una impresa sì temeraria. E credete dunque i vostri vassalli e i montanari essere una forza bastante ad opporsi agli eserciti uniti della Scozia e della Inghilterra?»

»Ascoltatemi, Editta: la mia impresa non è temeraria quanto l'immaginate; ed ho motivi d'altissima importanza alla risoluzione che mi vedete abbracciare. Il reggimento guardie, che m'ebbe due anni per colonnello (qui abbassò la voce qual uom pauroso che fin le mura di quella sala acquistassero orecchie per ascoltarlo) questo reggimento conserva un segreto affetto alla causa del suo sovrano legittimo. Son certo che due altri reggimenti di cavalleria nudrono l'egual propensione; non aspettavano per manifestarsi che l'arrivo del visconte di Dundee nel mezzodì della Scozia. Morto esso, qual evvi altro uficiale, in cui si fidassero abbastanza per risolversi a tale impresa? Se lasciam cadere questo favorevole istante, si raffredderà il loro zelo, e la vittoria riportata dai nostri amici non sarà stata che uno spargimento di sangue versato senza alcun frutto. Che i soldati sappiano dunque essere io il condottiero dell'esercito di Giacomo II! abbandoneranno tosto la causa dell'usurpatore; gareggeranno nel venirmi a raggiugnere.»

»Ed è sulla fede di mercenarj, pronti ad ogn'istante a passar sotto nuove bandiere, che vi cimentate ad un passo così periglioso, ad un passo che produrrà conseguenze, non si può dir quanto gravi?»

»Non posso a meno; lo debbo, l'onore e la lealtà me ne impongono l'obbligazione.»