»E tutto ciò per un principe sul contegno del quale voi trovavate a ridire quand'era sul trono!»
»Nol nego. Io non potea vedere senza disgusto le innovazioni ch'egli introducea nel governo e nella chiesa; ma ora egli giace nell'avversità, e ne sosterrò i diritti come si aspetta ad un suddito fedele. Lascio che gli adulatori e i cortigiani adorino il potere, abbandonino l'infortunio; la condotta di costoro non sarà mai esempio alla mia.»
»Ma risoluto come vi trovo, o milord, ad una impresa, che il mio debole discernimento mi dimostra per inconsiderata, perchè poi in tal momento avete desiderato vedermi?»
»Nè mi basterebbe egli il rispondervi (disse animato della massima tenerezza Evandale) che non seppi risolvermi a raggiugnere l'esercito senza prima rivedere la persona, alla quale m'è sì glorioso aver obbligata la mano di sposo? Chiedermi la cagione d'un tal mio desiderio, gli è dubitare dell'ardore de' miei sentimenti, gli è fornirmi, Editta, d'una prova della tiepidezza de' vostri.»
»Ma perchè, se non altro, scegliere questo luogo al nostro vederci? perchè dargli una apparenza tal di mistero?»
»Perchè devo, miss Bellenden, farvi una inchiesta; inchiesta che non oso spiegarvi finchè (e ciò dicendo le presentava un biglietto) non abbiate lette le cose che questo foglio contiene.»
Editta che volse per prima cosa gli occhi al soprascritto della lettera, vi riconobbe i caratteri della propria ava e lesse quanto segue.
Mia cara nipote.
Il mio reumatismo che mi confina nella mia seggiola a bracciuoli non mi è stato mai sì molesto come nell'atto di scrivervi questa lettera, e vorrei essere in persona laddove essa giugnerà ben tosto, vale a dire a Fairy-Grove presso la figlia unica del mio povero William. Ma la volontà di Dio è che in questo momento io mi trovi lontana da lei, com'è parimente sua volontà, che il mio reumatismo non ceda nè alle decozioni di camamilla nè ai cataplasmi di senape, i quali rimedi tante volte m'hanno giovato a portare agli altri salute.
Conviene pertanto ch'io vi dica per iscritto, in vece d'annunziarvelo a voce, com'erane il mio desiderio, che lord Evandale chiamato dal dovere e dall'onore all'esercito, mi ha fatte istanze le più vive per unirsi a voi ne' santi vincoli del matrimonio prima che accada la sua partenza. Non ho avuto nulla da obbiettare a sì fatta domanda, tanto più che siete già l'uno all'altro promessi, e non è questo che il compimento d'una unione già stretta fra entrambi. Spero pertanto, che voi, statami sempre rispettosa e obbedientissima figlia, non opporrete dal canto vostro alcuna difficoltà, poichè non ve ne sarebbero di ragionevoli.