In questo mezzo, Morton seguito da un centinaio di giovani che in singolar guisa gli erano affezionati, correa verso il ponte di gran galoppo.

»Efraim, sì disse Burley a Macbriar, la Provvidenza ha voluto prevalersi della saggezza mondana di questo giovane per additarci la sola strada di salvezza che ne rimane. — Seguitemi amici! Presto! avviamoci verso il ponte.»

»Fermati, esclamò Macbriar. Non è il soccorso d'un Enrico Morton o quello dei pari suoi che possano salvare il tempio di Gerusalemme; temo d'un tradimento. Tu non devi seguire colui; tu il lione di Giuda! tu il forte d'Israello! rimanti con noi.»

»Taci, gli rispose guardandolo con volto d'indignazione Burley; egli ha detto la verità. Ogni cosa è perduta se il nemico si impadronisce del ponte. Non trattenermi. Corri le file, fa d'inviarmi munizioni e rinforzi; schiera i soldati sotto gli stendardi de' loro capi.»

Detto ciò, prese il cammino del ponte, accompagnato soltanto da dugento circa dei più zelanti fra' suoi partigiani.

Dopo la partenza di Morton e di Burley un totale scoraggiamento s'impossessò dell'esercito, nè più alcuno parlò di dispareri o disputazioni teologiche; del qual istante s'approfittarono i capi per ricondurre qualche ordine tra le file: i soldati non opposero veruna resistenza e ne seguirono i comandi a guisa d'armenti docili alla verga del pastore; ma l'entusiasmo loro, l'ardore, il coraggio dileguati s'erano affatto.

Ciò nulla ostante pervennero a dare un aspetto tuttavia rispettabile all'esercito, e per far prova di rialzarne gli spiriti, Macbriar, Poundtext e Kettledrumle intonarono di concerto un salmo, ma non vi fu chi accompagnasse quel canto; onde si ebbe dai più fanatici superstiziosi per un sinistro presagio l'osservare, che quella cantilena imitava la salmodia penitenziale che si recita sul palco del colpevole dannato a morte anzichè gli inni di gioia, onde risonarono i poggi di Loudon-Hill innanzi a quella memorabil vittoria, di cui rimaneva or soltanto la rimembranza. Nè guari andò che la tetra melodia ebbe un accompagnamento ancor più lugubre dal fragor de' cannoni che veniano sparati dalla riva opposta del Clyde, e da quello degli archibusi, sole armi onde ai Reali rispondevano i Puritani. Finalmente una densa nube di polve nascose i combattenti agli sguardi d'ognuno.

CAPITOLO II.

Pria nerricci, i caledonii