»Visto chi?» sclamò lord Evandale sorpreso quanto confuso.
»Enrico Morton!» ripigliò Editta e pronunciò queste due parole con quel tuono come se fossero state l'ultime che dovesse pronunciare in sua vita.
»Miss Bellenden, disse allora lord Evandale, voi usate meco qual s'io fossi un fanciullo o uno stupido. Se vi trovate pentita d'avermi obbligata la vostra fede aggiunse in guisa di uom risentito, non son io quel tale da valermi de' miei diritti per violentare le vostre inclinazioni, ma trattatemi siccome uomo, non vi prendete giuoco di me.»
Profferiti i quali accenti s'accigneva ad abbandonarla, ma volgendo sovr'essa un ultimo sguardo, s'accorse al pallor delle guance e allo smarrimento delle pupille che troppo verace erane il turbamento, e che qualunque fosse stata la cagione sì stranamente forte sopra lo spirito di lei, questo era del certo posseduto da un inesplicabile disordinamento. Cambiò all'istante di tuono, si assise un'altra volta vicino ad essa, e prese i modi i più confacevoli a venire in chiaro su i motivi del terrore che la opprimeva.
»L'ho veduto, ella ripetè, ho veduto Enrico Morton al poggiuolo di quella finestra. Ei guardava entro questa sala nel momento ch'io stava per abbiurare in eterno la sua memoria. Avea il volto pallido e scarno; un grande manto gli copria la persona; il cappello gli veniva su gli occhi; l'espressione della fisonomia era la stessa di quel giorno che Claverhouse l'interrogava nel castello di Tillietudlem. Domandate a vostra sorella, domandatele se non l'ha veduto al pari di me!»
Nel medesimo tempo aprivasi la porta della stanza che lasciò vedere Holliday, il quale nel momento della rivoluzione aveva abbandonato il reggimento insieme a lord Evandale, e rimase poi sempre al servigio di questo lord. Tutto pallido in volto, parea sopraffatto da un sentimento di tema insolito in lui.
»Che v'è di nuovo Holliday? esclamò il padrone alzandosi impetuosamente. Sarebbesi mai scoperto?....»
Ebbe l'accorgimento di non terminare questa frase pericolosa, ed atta a tradire i divisamenti che lo guidavano al campo.
»No, milord, rispose Holliday. Non è questo, o nulla che somigli a questo. Ma ho veduto uno spirito.»
»Uno spirito! esclamò lord Evandale, la cui impazienza smisuratamente crescea. Tutti oggi cospirano a farmi diventar matto! E quale spirito hai dunque veduto o imbecille?»