Chi potrà descrivere da quale stordimento fosse sopraffatto lord Evandale?

»Questa, Emilia, è una delle vostre! così prese a disfogarsi contro della sorella. Perchè mai vi ho mandato a tenerle compagnia? L'avrete fatta impazzire con qualcuna delle stranezze a voi solite.»

»In parola d'onore, fratello mio, con questi vostri modi voi sì che fareste impazzire quante donne vivono nella Scozia! Perchè la vostra innamorata vuol prendersi spasso di voi, o crede così acquistar maggior vezzo ai vostr'occhi, voi piantate una lite contro d'una sorella che difende la vostra causa presso di lei, e nel momento che sperava averla ridotta alla ragione. E qual è poi stata l'origine di tutta questa scena da tragedia? La vista d'un uomo che s'è affacciato al poggiuolo di quell'angolo della casa.»

»Qual uomo? Qual poggiuolo? Sclamò impazientito lord Evandale. Miss Bellenden non è capace di volermi prendere a giuoco.»

»Chetatevi, milord! chetatevi! venne in campo Jenny sollecita di non lasciare innoltrare le dilucidazioni; parlate di grazia più sotto voce. Miss Editta comincia a riaversi.»

Quand'ella ebbe riacquistato affatto l'uso de' sensi chiese di rimanere sola con lord Evandale. Ciascuno si ritirò, Jenny con aria di semplicità uficiosa, lady Emilia e il cappellano dando a divedere lo scontento di non poter meglio appagare la loro curiosità.

Usciti che questi furono della sala, Editta pregò Evandale a sedersi presso al sofà ove l'aveano dopo il deliquio adagiata. Ne prese la mano, la portò alle proprie labbra a malgrado della maraviglia e della resistenza opposta dal lord; indi raccogliendo quante forze le rimaneano, lasciò d'improvviso, gettandosegli ai piedi, il sofà.

»Perdonatemi o milord! esclamò, perdonatemi sono costretta ad esservi ingrata, a rompere un obbligo il più solenne. — Voi possedete la mia amicizia, la mia stima, il mio rispetto, la mia gratitudine, ma egli e impossibile ch'io vi sposi.»

»Voi uscite d'un sogno doloroso, mia cara Editta (le disse lord Evandale rialzandola e riponendola sul sofà); e vi lasciate ora trasportare dalla vostra immaginazione e dalle larve che vi crea un animo facile troppo a sentire ogni impressione.»

»V'ingannate, lord Evandale, Editta rispose. Io non ho sognato altrimenti, nè la mia mente è in delirio. Non l'avrei creduto se qualcuno me lo avesse raccontato. Ma l'ho visto, e debbo crederlo agli occhi miei.»