In quel medesimo istante udì nella stanza vicina ripetersi il sospiro da lei mandato. Ogni fibra d'essa tremò, e valse appena a calmarla lord Evandale col farle osservare, che quanto le sembrava d'avere udito non poteva essere se non se l'eco della voce di lei medesima.

Allora s'adoperò nuovamente a trarla nelle proprie risoluzioni, che comunque avessero apparenza di troppo affrettate, erano le sole in quell'istante d'onde potessero sperare uno schermo contra i contingibili disastri avvenire sì l'ava che la nipote. Nè mancò di porle innanzi agli occhi il diritto che a sollecitar queste nozze gli davano e l'ottenuta promessa e le brame dell'ava e la necessità di assicurare uno stato indipendente a sì ragguardevol matrona e la diuturnità del proprio amore. Sol s'astenne dal mettere in mostra i servigi renduti, ad Editta; ma meno ei gli sfoggiava, più fortemente ricorreano alla mente della donzella la quale non avendo finalmente altra obbiezione fuor d'una repugnanza sfornita di ragioni valevoli, ed arrossendo fin di confessarla nell'atto che il generoso amante le offeriva una prova novella di nobiltà d'animo, si limitò ad allegargli l'impossibilità di celebrare in sì breve tempo le nozze.

Ma tutte le cose lord Evandale avea prevedute. S'affrettò quindi a narrarle come fosse venuto lì in compagnia del vecchio cappellano del suo reggimento, e d'un fedele servo, antico dragone che avea militato sotto di lui, il quale, e Cuddy, e la moglie di Cuddy, e la stessa lady Emilia sarebbero stati presenti e testimonj alle nozze. Aggiunse di avere scelta per celebrarle la piccola casa di Fairy-Grove per assicurarne meglio la segretezza, troppo necessaria a non rendere sospetta al governo l'istantanea partenza ch'ei dovea far succedere alle sue nozze. Di fatto non si sarebbe potuto spiegare, senza dedurlo da possentissimi motivi, il contegno d'un uomo, che abbandonava una diletta sposa poche ore dopo il seguìto matrimonio.

Avendo in tal guisa risposto vittoriosamente all'ultima difficoltà posta in campo da Editta, nè altre dovendo ragionevolmente aspettarne, corse tosto ad avvertire la propria sorella affinchè andasse a tenere compagnia all'amica, mentr'egli avrebbe riunite le persone necessarie colle loro presenze alla nuziale cerimonia.

Lady Emilia al suo giungere trovò Editta che piagneva a cald'occhi, ma si affaticava indarno a rilevarne il motivo. Era la ridetta lady nel numero di quelle signore, che non sanno trovare nulla di terribile o di spaventoso nel matrimonio, soprattutto quando il futuro sposo possiede le prerogative che s'adunavano in lord Evandale. Quindi per ritoglierla allo smarrimento in che la vedeva, pose in opera que' triti modi, soliti ad usarsi per infondere coraggio in quelle giovinette che fingono atterrirsi all'aspetto d'un giogo, cui sospirano in realtà soggiacere. Ma poichè li trovò inoperosi a sedare i pianti, che continuavano a rigare le scolorate guance di miss Editta, poichè la trovò sorda ai conforti, nè commossa dalle carezze, poichè stringendole la mano s'accorse che questa rimanea fredda e priva di moto, tutto ciò le parve offesa al proprio orgoglio, e l'amorevolezza cedè luogo al dispetto.

»Mi è forza, miss Bellenden, il confessare che non comprendo nulla in questo vostro contegno. Vi obbligaste a sposare mio fratello sin d'allora che acconsentiste di venirgli promessa. Or non si tratta che di compiere cose già pattuite da voi medesima, e vi affannate come se doveste mantenere una condizione gravosa, e persino disonorante! credo poter guarentire per lord Evandale, ch'egli non vorrà mai conseguire la mano di una donna persuasa di sagrificarsi nel porgerla a lui; e benchè sua sorella, posso aggiungnere non mi sembrare egli di tal umore da sopportare il disprezzo di chicchessia. Perdonatemi, miss Bellenden; ma i pianti ne' quali vi struggete mi sembrano un tristo presagio per la futura felicità del fratel mio, nè posso tacervi come la presente vostra afflizione sia un cattivo compenso a tante prove d'amore ch'egli vi ha dimostrate.»

»Lady Emilia, voi avete ragione (rispose Editta rasciugandosi gli occhi e facendo forza a se stessa per calmare l'affanno che la straziava) avete ragione. Non dovrei corrispondere in sì fatta guisa all'onore che lord Evandale mi comparte scegliendomi per sua sposa. Mi conforta però in tal momento il pensare che non gli è ignota l'origine dei miei pianti, perchè nulla ho di nascoso per lui. — Ma ad ogni modo avete ragione. Merito biasimo per abbandonarmi in tale guisa a dolorose ricordanze, ad inutili sospiri; sarà stata questa l'ultima volta. Il mio destino è per essere indissolubilmente congiunto a quello di lord Evandale: oso sperare ch'egli non avrà mai motivo, nè di lagnarsi di me, nè di pentirsi d'avermi fatta sua moglie. Impedirò a me stessa che vane immagini vengano a rammentarmi il passato....»

Ella tenea vôlto il capo verso una finestra riparata da una gelosia chiusa a metà fin quando incominciò questa ultima frase, che interruppe mandando altissimo grido e cadendo poscia svenuta sul pavimento. A quella dirittura si volsero parimente gli occhi di lady Emilia, la quale vide soltanto dileguarsi l'ombra d'un uomo che dianzi in quella finestra pigneasi. Più atterrita dallo stato in cui scorgea Editta, che da quella spezie d'apparizione, mise ella ancor forti grida chiamando gente in soccorso. Arrivò tosto il fratello di lei unitamente al cappellano e a Jenny; ma passò qualche tempo prima che potessero far tornare i sensi ad Editta che nel riacquistarli ebbe sol forza di esprimersi con rotte frasi.

»Non insistete di più (e si volgea intanto a lord Evandale) — È impossibile! — Il cielo e la terra, i vivi e i morti si oppongono a ciò. — Contentatevi di quanto posso concedere. — La tenerezza d'una sorella. — Un'amicizia vivissima. — Non si parli più di matrimonio!»

Le forze nuovamente l'abbandonarono.