»M'eran gli scogli e il furïar de' noti.»

Ode sopra una veduta del collegio di Eton.

Non sono unicamente le infermità del corpo e la povertà, che abbattano il coraggio degli uomini i più distinti per ingegno, e li mettano a pari di quegli enti ordinari de' quali la maggiorità del gregge umano è composta. Avvi tali istanti d'agitazione anche per gli animi forniti di più fermezza, onde questi nulla conservano che li contraddistingue dai deboli, e scontano il tributo generale imposto alla nostra natura. Stato di tanto più deplorabile in essi, poichè s'accorgono che abbandonandosi così in preda al dolore, mancano ai dettami della religione e della filosofia, la cui prevalenza pur dovrebbe essere continua su gli atti e le passioni degli uomini.

In tale stato era lo spirito dell'infelice Morton, intantochè allontanavasi da Fairy-Grove. Il sapere che questa Editta da esso amata per sì lungo tempo, e che non avrebbe mai lasciato di amare, era in procinto di farsi sposa a chi ab antiquo gli fu rivale e nondimeno s'avea acquistati sul cuore di lui tutti i diritti dell'uom che benefica, il saper ciò divenivagli insopportabile angoscia, comunque ad un cruccio di tal genere dovesse aver l'animo preparato. Soggiornando in terra straniera egli avea scritto una sola volta ad Editta, nè ad altro fine che d'inviarle l'ultimo addio, e accertarla de' propri voti, alla felicità dell'amata donna intesi costantemente. Non la supplicava in tal lettera di risposta, ma ben si tenea certo di ricevere notizie di essa, e se questa speranza andò a vuoto ne fu cagione che la lettera al suo destino mai non pervenne. Morton cui sì fatta circostanza era ignota, prese il silenzio per un indizio d'essere stato messo in obblio. Posto piede nella Scozia, intese gli sponsali pattuiti tra lord Evandale, e miss Bellenden; anzi conchiusi già li credea; e quand'anche si fosse, come erasi di fatto nella seconda parte, ingannato, la generosità dell'animo suo non gli avrebbe permesso di pensare a turbar il riposo, ed amareggiar forse ogni contento di Editta, col volere rinverdire pretensioni che dal tempo e dalla lontananza sembravano annichilate.

Il caso lo fece abbattersi in un tale che avea militato sotto gli ordini di lui nell'esercito presbiteriano, e fu quel medesimo dal quale seppe come Cuddy, dopo avere condotta Jenny Dennison in isposa, a Fairy-Grove dimorasse; laonde non potè resistere alla brama di vedere sì l'uno che l'altra, e di raccorne sicuri contrassegni sullo stato in cui trovavasi allora miss Bellenden, che ei non osava più accennare col nome di Editta. Già vedemmo quai conseguenze partorisse questa risoluzione; talchè si dipartì da Fairy-Grove tutto pieno del convincimento, che Editta lo amasse tuttavia, e più dolente quindi della necessità di rinunziarne per sempre il possedimento, necessità impostagli dall'onore. Oh qual fu la commozione dell'animo suo in udendo il colloquio seguito fra Editta e lord Evandale! Tanto può immaginarsela il leggitore che già non imprenderemo a descriverla. Si trovò venti volte sul punto di esclamare »Editta, sono ancor vivo!» Ma gli ricorreano nel tempo stesso alla mente, la fede ch'ella aveva obbligata ad Evandale, i servigi che questo lord avea prestati alla famiglia della donzella, la gratitudine di che andavagli debitore egli stesso, troppo giustamente persuaso che l'aver avuto salva la vita dopo la giornata di Bothwell fosse effetto della proponderanza goduta da Evandale sopra l'animo di Claverhouse; le quali idee imponendo silenzio all'amore lo stolsero da un atto d'onde a suo avviso poteano scaturire soltanto, sciagura ad un rivale degno di stima, aumento d'affanni alla sua cara Editta, non quindi a lui la speranza d'un avvenire più prospero.

»Sia fatta dunque la volontà del cielo! così egli pensò. Io era morto per lei sin quando die' fede di sposa a lord Evandale. Ella non sappia almeno, che ancor respiro, che il mio amore è sempre il medesimo!»

Sul punto stesso di giurare questa risoluzione ei sentiva quanto poca forza si avesse per mantenerla, e diffidava di se medesimo; e straziato ogni volta che il suono della voce d'Editta gli perveniva all'orecchio, o per dir meglio al cuore, uscì rapido per la porta che mettea nel giardino. Ma non sì rapido che prima d'involarsi al luogo ove udia per l'estrema volta gli accenti della giovane amata, non lo prendesse invincibil desio di ricontemplarne un solo istante le forme. Con questa intenzione si trasse al poggiuolo, e quando il grido messo da Editta gli fe' sospettare d'essere stato veduto, fuggì com'uomo inseguito dalle furie; passò d'accanto, senza riconoscerlo, e perfin senza vederlo, ad Holliday; corse alla scuderia; cavalcò il palafreno, e prese il primo sentiero che dinanzi se gli parò.

S'egli avesse tenuta la strada di Hamilton o l'altra che guidava al ponte di Bothwell, forse lord Evandale sarebbe venuto in cognizione ch'egli era ancor vivo. La notizia della vittoria che su le truppe del re Guglielmo riportarono i montanari scozzesi, avea messo il governo in tema di qualche sediziosa mossa per parte dei settarj del mezzogiorno. Laonde essendo stati posti più corpi di guardia alle due frontiere, non passava viaggiatore, che non soggiacesse alle indagini le più scrupolose per parte di quelle sentinelle. Invano lord Evandale mise attorno persone fidate per prendere schiarimenti; nessuno straniero erasi presentato ad alcuno de' ridetti confini in tutta quella mattina. Quindi il lord si vide ridotto a supporre che Editta avesse preso per reale un fantasma, figlio soltanto d'un'immaginazione per le precedenti cose alterata, e che per una coincidenza strana quanto inesplicabile di avvenimenti, la mente di Holliday fosse stata travoltata dalla medesima idea.

Intanto il cavallo di Morton, non avendo potuto mai abbandonare il galoppo, si trovò dopo pochi minuti a tal parte della riva del Clyde, che recenti orme indicavano venir adoperata ad uso d'abbeveratoio. Il corridore di Morton, punto dagli speroni ad ogni istante e comunque poco abbisognasse di stimolo, entrò senza esitare per quella bocca, e si trovò ben tosto guadando; della qual cosa Morton s'avvide unicamente pel freddo sopraggiuntogli allora che si trovò colla metà della persona nell'acqua, e pensando meglio a se stesso comprese la necessità di provvedere alla salvezza propria e del corridore, perchè ivi era più che altrove rapida la riviera. Fattosi quindi a governar l'animale, lo guidò qualche tempo, per non estenuarne oltre modo le forze, a seconda della corrente, in guisa però d'avvicinarsi all'opposta riva, che essendosi offerta allora troppo ripida, gli convenne abbandonarsi di nuovo al fiume, finchè dopo alcuni minuti scôrse migliore sponda e toccò immune da rischio la terra.

»E dove or volgermi? pensava Morton in mezzo all'afflizione che lo premea. In fine che rileva? Ah! se l'augurarmelo non fosse colpa, avrei desiderato che l'acque del Clyde m'inghiottissero. Così almeno nè la rimembranza del passato nè l'affanno del presente mi rimarrebbero.»