Prima che Morton fosse giunto al sito che gli rilevava difendere, il nemico ne avea incominciato l'assalto, e i marraiuoli reali davano opera a rifare col ministerio di travi la parte del varco interrotta dall'atterramento di mezzo il ponte. Gli assicurava in tale impresa il continuo fuoco di due reggimenti di fanteria, fuoco però cui altrettanto ne contrapponean con coraggio, benchè inferiori di numero, i Puritani, e facean con questo più danno ai nemici di quello che ne ritraessero; perchè protetti dalle case che aveano occupate e dalle macchie che guernivano quella riva di Clyde, intanto che i Reali non aveano a pro loro alcuno di sì fatti vantaggi. L'arrivo di Morton e il rinforzo che lo seguiva fece ai Presbiteriani abilità di sostenersi anche meglio, e il buon successo si manifestava affatto per essi quando s'aggiunse Burley; talchè i due reggimenti di Reali dopo perduti molti de' loro, e averne uccisi ben pochi della parte contraria, incominciavano a piegare.

Monmouth, del quale primo scopo era sempre il far risparmio di sangue, avea comandato si traesse sul più grosso corpo de' Puritani a fine di sgomentirli, e così indurli a disciogliersi. Ma accortosi della troppo seria e inaspettata resistenza che la testa di ponte contraria opponeagli, fece addirizzare il cannone contra quelli che il difendevano, e pervenne a snidiarli dalle case ove fino allora si tennero riparati, e che ridotte in mucchi di rottami pur servirono lor di trincee.

Ma intanto riaperta la comunicazione del ponte, Dalzell postosi a capo dei montanari Scozzesi ne imprese il passaggio. Per loro sciagura i sollevati incominciavano a difettare di munizioni, e divenendo più lento il lor trarre, s'accorsero di ciò i Reali che altrettanto raddoppiarono di sforzi per impadronirsi dell'intero ponte. S'affaticava indarno Burley spedendo messaggi sopra messaggi al campo affinchè gli s'inviassero rinforzi e soprattutto polvere e piombo. Nessuna di tali cose ottenea, e sarebbesi detto che colà non fossero più persone capaci nè di obbedire nè di comandare.

Posto il piede una volta sul ponte le truppe reali, incominciarono a vincere gli ostacoli che si paravano alla loro impresa. La porta collocata sull'arco di mezzo fu fracassata, e rotti del pari i palizzati eretti sulla seconda parte di ponte, ne gettarono i frantumi nell'acqua. In somma Dalzell e i suoi montanari pervennero a sbucar fuori della sinistra riva del Clyde.

Il qual successo però non riportarono prima d'aver vinto una resistenza tremenda; perchè Burley e Morton, primi innanzi alle file de' lor soldati e incoraggiandoli collo esempio e coi detti contendevano ogni palmo di terreno al nemico. Per qualche tempo non ebbero a tener fronte che a Dalzell e ai suoi montanari, perchè essendo per così dire altrettanto stretto quanto lungo il passaggio, non ci capivano in una volta se non se pochi soldati che si succedevano l'uno all'altro. Ma poichè Monmouth a capo di tutto il suo reggimento di guardie ebbe valicato il fiume, i due duci presbiteriani previdero, che breve omai poteva essere la resistenza. I più valorosi fra' lor soldati cadean mietuti dalle sciabole de' Reali, e una parte di quelli dell'ultime file se ne stoglievano a quando a quando per raggiugnere il centro dell'esercito.

»Pure, tale fu l'osservazione che Burley fece con Morton, se la nostra cavalleria potesse piombar loro addosso prima che avessero tempo d'ordinarsi in battaglia, non sarebbe tanto difficile il rispignerli, e riguadagnare anche il ponte. — Andatele a portar l'ordine di marciare, ed io mi assumo di resistere finchè torniate.»

Comprese Morton la saggezza di questo avviso e senza perdere istante spinse come di volo il suo corridore verso l'ala sinistra della cavalleria, siccome a lui più vicina. Ma essendo questa composta de' più infanatichiti fra i Puritani costoro lo salutarono con grida d'improperio.

»Egli fugge! sclamarono. Egli fugge! il codardo, il fellone, fugge a guisa di lepre al cospetto del cacciatore, ed ha abbandonato il prode Burley in mezzo alla strage!»

»Non fuggo, no, gridò Morton; vengo anzi per condurvi dinanzi al nemico. Questo è l'istante di assalirlo con vantaggio. Seguitemi.»

»Non lo seguite, non lo seguite! si urlava per tutte le file. Costui vi ha venduti alle spade dei vostri oppressori.»