Ma intantochè Morton usava indarno le preci, la persuasione e le rimostranze per condur costoro nel proprio avviso, il tempo di fare un'utile diversione trascorrea. Burley col piccolo numero d'uomini rimastigli era stato respinto, e costretto ad unirsi egli pure al corpo principal dell'esercito, il quale certamente in contemplando tale ritratta non riacquistò quel coraggio che lo aveva già abbandonato.

In questo mezzo, l'esercito dei Reali passava il ponte senza contrasto e schieravasi in ordine di pugna. Claverhouse comandando la cavalleria fece impeto sul bel mezzo del più grosso corpo de' sollevati, la cui prima fila operò appena una scarica d'archibusi; d'indi in poi il campo di battaglia non offerse più che una scena d'orrore e di confusione. I Presbiteriani, rotti da ogni banda, non pensavano neanco alla difesa, e la maggior parte di essi gettava l'armi per essere più lesta alla fuga. Udiasi Claverhouse gridare a' suoi con una voce di tuono: »Uccidete, uccidete! Non si dia quartiere a nessuno! Ricordatevi di Riccardo Graham!» Eccittamento a vendetta del quale non abbisognavano quei dragoni, già memori assai della disfatta che sofferta avevano a Loudon-Hill; tanto più che non rimanea loro altra fatica se non se d'uccidere uomini i quali non sapeano più qual cosa fosse il difendersi; laonde ben presto fu coperta di cadaveri l'intera pianura.

Un corpo di mille dugento sollevati che trovavasi all'ala sinistra buttando via l'armi all'appressarsi del duca di Monmouth gli si rendè a discrezione. Ma questo generale, umanissimo quanto prode, concedè ad essi quartiere, ed accorgendosi che il potea con sicurezza, trascorse in lungo ed in largo il campo di battaglia per far cessare la strage. Giunto alla parte dell'ala destra di quegli infelici vi trovò il generale Dalzell, che esortava i suoi montanari a dar prove di zelo per la causa del re, cogli eccidj, e collo spegnere, così dicea, il fuoco della ribellione entro il sangue di chi avea ribellato.

»Generale, sclamò il duca, fate sonare a ritratta. Si è versato sangue a bastanza. È ora d'usar indulgenza ai sudditi traviati di una maestà.»

»Obbedisco ai vostri comandi, rispose Dalzell rimettendo in quell'istante la spada nel fodero: ma vi avverto che non abbiamo ancora intimoriti assai questi malvagi. Ignorate forse che Basilio Olifant ha levato una grossa banda d'uomini ed è già in cammino per unirsi a costoro?»

»Basilio Olifant! Chi è questo Basilio Olifant?»

»Un ricchissimo feudatario; l'ultimo erede maschio del defunto conte di Torwood. Egli armava dritti sull'eredità del padre di lady Margherita Bellenden, ed è mal contento del governo che ne ha invece posta in possesso la figlia. Spera, non v'ha dubbio all'ombra delle civiche turbolenze ottener dalla forza quanto la giustizia non gli ha conceduto.»

»Sieno quali si vogliono i motivi che guidano costui, non è più da temersi. Questo esercito è troppo sconfitto perchè altri possa adesso riordinarlo. Vel ripeto adunque; fate cessare ogni strage, ogni persecuzione.»

»Vostra altezza ha il diritto di dar comandi; riprese a dire Dalzell, e le conseguenze d'avergli eseguiti torneranno sopra di lei.» Nel tempo stesso dando i segni d'una manifestissima ripugnanza, fe' quanto doveasi per arrestare il furor de' soldati.

Ma Claverhouse, implacabile nelle concette idee di vendetta, trovavasi a troppa distanza per poter intendere il segnale della ritratta; laonde a capo del suo reggimento, inseguiva accanitamente i fuggitivi, e trucidava e faceva trucidare quanti ne raggiugnea.