»Eppure, o signore, fu questo contegno appunto che mi fece essere guardata di mal occhio da quelli della mia lega medesima. Incominciarono a dire che avrei dovuto condurmi per riguardo al mio forestiere, come Jael fece con Sisara. Ma se Dio non mi avea mandata in quel momento l'ispirazione di versar sangue! Vi dirò anzi: mi sembrava ch'egli mi comandasse di risparmiare e salvare il mio simile. Di fatto non mi son pentita d'essermi regolata così, ad onta che mi abbiano rimproverato di avere manifestata poca affezione ai miei figli, nel proteggere i giorni d'un uomo che apparteneva al reggimento de' loro assassini.»
»I vostri figli sono stati assassinati?»
»Secondo poi che l'intenderete, o signore. Morti sicuramente: un di questi combattendo per la fede, l'altro... Oh mio Dio! i dragoni vennero ad arrestarmelo qui, e lo moschettarono rimpetto alla nostra casa, sotto i miei occhi medesimi che da quel momento non hanno più cessato dal versar lagrime; e d'indi in poi cominciò a mancarmi tanto la vista, che sarà un anno, l'ho perduta del tutto; ma vi domando, o mio signore, avrei forse ridonata la vita ai miei poveri figli col sagrificare quella di lord Evandale?»
»Di lord Evandale! Morton esclamò. È lord Evandale il militare al quale salvaste la vita?»
»Sì, signore, rispose la vecchia, e da quel tempo mi ha sempre date prove di sua bontà; mi donò una vacca, un vitello, biade, denari, e finch'egli è stato in autorità, non vi era dragone che si fosse attentato a torcermi un capello; ma noi siamo vassalli del castello di Tillietudlem. Basilio Olifant, che ora ne è il feudatario, disputò lungo tempo con lady Margherita la proprietà di questo dominio; e lord Evandale sostenea la causa della vecchia signora per amore di miss Editta, nipote di essa, e che è, a detta d'ognuno, esempio raro di bontà e di bellezza sopra tutte le giovani della Scozia; ma finalmente Basilio guadagnò il castello e le terre che gli stavano sotto, e Dio sa come guadagnò tutto questo! Abbiurando la propria credenza! Nondimeno, venuta la rivoluzione, è stato de' primi ad abbiurare di nuovo; ha giurato di non essere stato cattolico che estrinsecamente, ma sempre buon presbiteriano in fondo del cuore; ha saputo insinuarsi nella buona grazia del nuovo governo, mentre al contrario lord Evandale è tra le pecore segnate, perchè un certo orgoglio, una certa franchezza d'animo gli fanno abborrire l'usanza di volgersi ad ogni vento. Ma senza entrare a discutere sulle sue massime, non io sola ma molti de' nostri, non possono negare a lord Evandale questa giustizia, che ne' giorni della persecuzione ci ha riparmiati fin dove ha potuto. Basilio Olifant dunque che non potea perdonare a quell'altro d'avere armato lancia contro di lui nel tempo della sua lite, volle vendicarsene, perchè i cattivi trovan sempre diletto nella vendetta. Bisogna che non potesse farla a bastanza contra la persona del milord. Che partito ha preso costui? Battere la povera Bessia Maclure per ciò solo, che lord Evandale la proteggeva. Ha fatto vendere le mie vacche per pagarsi di regalie trascorse ch'io gli dovea. Se non sono mai stata libera di dragoni mandati espressamente ad alloggiare in mia casa, è frutto delle diaboliche sollecitudini di costui. In fine ha cercata ogni via di rovinarmi, e solo per far dispetto a lord Evandale; che poi alla seconda cosa non è neanco riuscito; perchè lord Evandale non sa nulla di questa faccenda, e passerà un bel tempo prima ch'ei lo sappia da me. Ho forza di sopportare le disgrazie che il cielo mi manda, e la perdita de' beni di questa terra non è poi la più grande.»
Morton ascoltò, maravigliato in uno e commosso, questa ingenua narrativa, nella quale si dipigneano la rassegnazione, la gratitudine, il disinteresse dell'ottima donna, nè potè stare dal prorompere in maledizioni contra l'uomo sciagurato ed abbietto che avea potuto compiacersi d'una sì obbrobriosa vendetta.
»Non lo maledite; ella così lo interruppe. Ho inteso dire che una maledizione è come una pietra scagliata nell'aria, la quale non di rado va a ricadere sul capo di chi la lanciò. Piuttosto, se conoscete lord Evandale, consigliatelo d'avere riguardo a se medesimo; perchè ho udito più d'una volta pronunziarne il nome dai soldati che alloggiano qui, e un d'essi va di frequente a Tillietudlem. Inglis n'è il nome, una specie di favorito del nuovo feudatario, ben che questo Inglis nell'essere il flagello del nostro paese non la cedesse al defunto sergente Bothwell. Vi dico la verità; tutte le ridette circostanze mi pongono in gravi sospetti.»
»Mi sta vivissimamente a cuore la sicurezza di lord Evandale; e vivetene certa: troverò una strada per far giugnere a lui le notizie che mi avete comunicate. Ma in compenso di ciò, mia buona comare, permettete che io vi faccia a mia volta un'inchiesta. Potreste voi darmi alcuna contezza di Quintino Mackell d'Irongray?»
»Contezza di chi?» sclamò la vecchia in tuono di sorpresa e di sbigottimento.
»Di Quintino Mackell d'Irongray. — Ma che cosa ha dunque di spaventoso un tal nome?»