»In nome di Dio! chi siete voi dunque? (Così la vecchia cieca interruppe la narrazione di Morton). Ma chiunque vi siate, potete voi biasimarmi, se avendo salvata la vita dei miei nemici ho voluto salvare anche quella de' miei amici?»

»No certamente, mia buona donna. Ma continuate, vi prego, il vostro racconto. Unicamente ho voluto darvi a divedere com'io conosca minutamente gli affari della persona in discorso, e quanto motivo abbiate di sicurezza nel confidarmi ciò che vi rimane a narrare di lui.»

»È presto detto. Gli Stuardi perdettero il trono. Guglielmo e Maria vennero in loro vece. Avevamo sperato veder rinascere i bei giorni del popolo di Dio. Ma oibò! Si è voluto venire ad accomodamenti col cielo, come se non fosse scritto: Dio volesse che tu fossi o ardente o agghiacciato, ma perchè sei tepido...»

»In somma (disse Morton sollecito di troncare la digressione ove stava per imbarcarsi questa buona donna, spinta da zelo per quella ch'essa chiamava la buona causa) voi non siete contenta del nuovo governo, e Burley ancora è del vostro parere.»

»Parere di tutti que' nostri fratelli che non sacrificarono a Baal. Finalmente alcuni d'essi hanno pensato che si potrebbe richiamare sul trono l'antica famiglia col metterle nuovi patti; e poichè questa gode tuttavia nel Nort di molti partigiani, già armatisi per la sua causa, i nostri fratelli stavano per unirsi loro, purchè volessero acconsentire a rialzare il tempio in tutto il suo primitivo splendore. Non per fine diverso l'amico nostro è stato a visitare i montanari del Nort, e si è trovato con Claverhouse, chiamato adesso Dundee.»

»Ed è possibile? Ah l'avrei giurato! (Morton esclamò) Un tale scontro avrebbe ad un dei due costato la vita.»

»Oh no! ne' tempi di turbolenza si vedono stravaganze, altre che queste. Claverhouse lo accolse compitissimamente, gli diede molte speranze, e lo incaricò di regolare i patti con lord Evandale. Ma quest'ultima circostanza è quella appunto che ruppe tutti gli accordi. Lord Evandale non volle nè vedere, nè ascoltare il nostro amico, nè parlargli, e gli mandò a dire che se gli compariva dinanzi lo faceva arrestare come assassino. È dunque tornato nel suo asilo, non parlando, non respirando fuorchè vendetta; non n'esce più, e in alcuni momenti soggiace a tali impeti di furore da crederlo invaso dallo spirito maligno.»

»E come dunque farò per vederlo?»

»Domani all'alba del giorno, prima che si alzino da letto i soldati, la mia piccola Peggy vi sarà guida nel trasferirvi colà; perchè, dopo la disgrazia della mia cecità, è dessa che gli apporta quanto è necessario a sostenerlo in vita, se pur è lecito chiamar vita una esistenza sì miserabile.»

»E dov'è questo suo asilo?»