»In un luogo detto la caverna di Linklater; il più tristo fra quanti soggiorni una creatura umana possa prescegliersi; ma lo antepone ad ogn'altro per la concepita certezza che niuno ivi andrà a ritrovarlo; poi si è tanto assuefatto a starvi!... Ma vorreste voi qualch'altra cosa prima di andare a letto, o signore? Perchè domani vi sarà d'uopo alzarvi di buon mattino.»

Morton la ringraziò, e la sua albergatrice lo lasciò solo.

Intanto ch'egli spogliavasi, udì lo strepito de' dragoni che tornavano dopo avere fatta la loro pattuglia: chiesti indi al cielo il coraggio ed il consiglio necessari al colloquio cui accigneasi, andò in letto, e sonno profondissimo il prese.

CAPITOLO XIV.

»Dello speco per l'orrido forame

»Pensoso il mira! dei delitti ancora

»Non sazia è in lui la scellerata fame.»

Spencer.

L'aurora incominciava appena a spuntare, allorchè Morton intese picchiar dolcemente alla porta della sua stanza, indi la voce della giovine fanciulla servente che gli chiedea se volesse trasferirsi alla caverna prima che i dragoni facessero giorno.