Ma parea ne' destini di Gibby che l'intervento di lui, o come armigero, o come ambasciatore, non fruttasse nulla di buono alla casa di Tillietudlem. Costui per accertarsi se il denaro del suo commettente fosse di buona lega, entrò in una osteria, e vi fece sì lunga pausa, che l'acquavite e la birra lo aiutarono a perdere il criterio, se pur qualche grano ne possedea. Giunto a Fairy-Grove, avea già dimenticato il nome di lord Evandale, si ricordava dell'altro di lady Margherita, più a lui famigliare, e sfortunatamente si ricordava ancora della raccomandata consegna in mani proprie, che a suo sentire diveniva in mani proprie di lady Margherita; la qual cosa non avendo egli potuto eseguire a motivo della narrata ritrosia di milady, anzichè fidare la lettera ad altra persona, preferì l'espediente d'andarsene.
Gudyil partiva dal luogo del banchetto quando miss Editta vi entrò. Un tal quale imbarazzo si fe' scorgere così in essa come in lord Evandale; e ben se n'avvide lady Margherita; ma ignorando ella le cose accadute il dì innanzi, e sapendo solamente che si era differita la celebrazione delle nozze per l'incomodo di salute sopraggiunto alla nipote, non attribuì a cagioni straordinarie un tal imbarazzo, e s'avvisò toglierlo di mezzo imprendendo con lady Emilia discorsi i più indifferenti.
Allora Editta, coperta il volto di mortale pallore, disse, o piuttosto fece comprendere a lord Evandale la propria brama, di aver con esso un particolare colloquio. Offertole questi il braccio, la guidò in uno stanzino contiguo a quel tinello, e soccorsala ad adagiarsi sopra una seggiola a bracciuoli, altra ne prese per sederle vicino.
»Mi trovo all'eccesso della disperazione, o milord, gli diss'ella con tuono semispento di voce, e quasi non potendo articolar le parole. So appena quel ch'io voglia dirvi; nè trovo accenti ad esprimermi.»
»Purchè sia in mio potere l'alleviare le vostre pene, mia cara Editta, credete che a tal fine nulla parrammi gravoso.»
»Voi siete adunque, o milord, fermamente risoluto d'unirvi a coloro che corrono ad inevitabil rovina? Nè vagliono a distogliervi da tal disegno o il vostro senno che dee mostrarvela tale, o le preghiere de' vostri amici, o il precipizio che vi vedete aperto dinanzi?»
»Perdonatemi, miss Bellenden; ma nemmeno la stessa premura che vi compiacete dimostrare sul mio destino può rattenermi, quando l'onore mi prescrive ch'io parta. Quelli che mi devono seguire stan già raccolti in mia casa: il segno della sommossa verrà dato all'istante del mio giugnere all'assemblea di Kilsythe. La fedeltà che io serbo al mio re non mi permette nè l'esitare nè il differire più lungamente. Fosse anche l'ultima mia ora che mi chiamasse, non cercherò d'evitarla. Sarà un conforto per me l'aver meritata nel mio morire la compassione della donna, la cui tenerezza non ho potuto ottenere vivendo.»
»Rimanete, milord, esclamò Editta con un tuono che penetrò le viscere di lord Evandale, rimanete per esserne ancora di soccorso e d'appoggio: sperate tutto dal tempo. Questo diluciderà, non ne dubito, lo strano avvicendamento d'eventi che turbò ieri il mio spirito, e gli restituirà la smarrita sua calma.»
»Editta, è già troppo tardi, e mancherei di generosità sol che accarezzassi un istante l'idea di trar partito da sentimenti esternati da una giovane in simil circostanza. L'amarmi non dipende più da voi, e la vostra amicizia è quanto or solamente mi resta a pretendere. Ma se anche fossero altrimenti le cose, il dado è tratto; non mi è più lecito....»
Cuddy allora entrò precipitandosi in quella stanza, col terrore pinto sul volto.