»Un uomo, Gudyil? disse lady Bellenden facendosi ritta ritta. E qual uomo? non ha nessun nome quest'uomo? Si direbbe ch'io tengo bottega e che basta a chi mi vuole il chiamarmi.»
»Egli ha un nome certamente, o milady, rispose Gudyil, ma un nome che non sona troppo bene all'orecchio della mia padrona.»
»E qual è questo nome, imbecille?»
»Ebbene, milady! è Gibby. (E nel dire ciò diede qualche segno di mal umore il nostro ex-cantiniere, al quale l'epiteto di imbecille non garbava gran che, stimandosi, come servo antico della famiglia e segnalatosi in oltre per prove non interrotte di disinteresse e d'affetto, meritevole di qualche maggiore riguardo.) È Gibby, poichè milady lo vuol sapere, Gibby or mandriano di bovi a Kitty-Hensaw, altra volta custode del pollaio a Tillietudlem, e che cinque anni fa nel giorno della rassegna.....»
»Tacete subito, Gudyil. L'è una bella impertinenza la vostra, immaginarvi ch'io voglia parlare con tal razza di gente! Chiedetegli che cosa vorrebbe dirmi.»
»Egli è quanto io aveva già fatto, o milady; ma mi rispose che il suo commettente gli ordinò di non parlare ad altri fuorchè a voi medesima. Per dire la verità, a quanto mi sembra, non ha bevuto male a quest'ora, e ha l'aria stupida, come poi l'ha avuta in ogni occasione.»
»Mandatelo via, e ditegli di tornar domani a digiuno. Sicuramente, verrà a domandare qualche soccorso, come antico servo di casa!»
»Anche questo, milady, è probabile. Il povero tapino ha le vesti che gli cascano di dosso.»
Gudyil nel far noto a Gibby che non eragli permesso allora il presentarsi a milady, operò nuovi tentativi per sapere qual cosa egli desiderasse dalla padrona; ma tutto indarno. Gibby si rimise in tasca un biglietto, e troppo fedele nell'eseguire letteralmente le cose raccomandategli rifiutò passarlo in altre mani e conchiuse che sarebbe tornato nel dì successivo.
Pur era cosa rilevantissima, che quel biglietto venisse consegnato all'istante. Fu Morton che essendosi, presso al ponte di Bothwell, scontrato in Gibby, scrisse affrettatamente, e coll'amatita, pochi versi intesi ad avvertire lord Evandale delle trame ordite da Basilio Olifant, ed a consigliargli una istantanea fuga, se non gli fosse piaciuto meglio il trasferirsi a Glascow, ove lo assicurava che avrebbe trovato protezione. Il soprascritto del biglietto era a lord Evandale, presso lady Bellenden — Fairy-Grove; e Morton nell'affidarlo a Gibby, gli raccomandò la prontezza e la consegna in proprie mani, unendo il dono di due dollari per eccitare lo zelo, e raddoppiare la sollecitudine di questo messo.