Potemmo accorgerci fin dai tempi dell'assedio di Tillietudlem che Cuddy si dilettava delle strade obblique. Non vedendo comparire Gudyil, osservò che in quel momento tutta l'infanteria stava in lui; laonde fece un giro a sinistra entrando in un vicino verziere per operare di lì una diversione su i fianchi dell'inimico, ogni qualvolta le circostanze l'avessero consigliata.
All'apparire di lord Evandale, Olifant fe' tostamente ordinare i suoi in atto di circondarlo, e, conservati tre uomini con sè, rimase più innanzi degli altri. Due di questi uomini portavano l'uniforme del reggimento guardie; l'altro vestiva abito di villano; ma alla sua fisonomia truce e risoluta, ai lineamenti duri e feroci di costui, chiunque lo aveva veduto una sola volta, ravvisava necessariamente in esso Balfour di Burley.
»Seguitemi, disse ai suoi servi lord Evandale, e se v'è chi si attenti disputarne il passaggio, prendete esempio da me.» Non era egli lontano da Olifant che quindici passi, e preparavasi a chiedergli conto di tale violenza, allorchè l'altro esclamò. »Fuoco sul traditore!» Quattro colpi d'archibuso furono tratti nel medesimo tempo. Lord Evandale portò la mano sopra una pistola da sella, ma ferito mortalmente, gli mancò la forza per afferrarla. Hunter scaricò la sua arme alla ventura. Ma Holliday più avvezzo a sì fatti scontri, e agile quanto coraggioso, prese Inglis di mira, nè lo fallì. Intanto una palla d'archibuso sparato da un nemico invisibile dietro la siepe vendicò anche meglio lord Evandale colpendo Olifant sulla fronte, e stendendolo morto sul suolo. Atterriti quei del suo seguito da un esempio sì subitaneo, non pareano gran che vogliosi di prender parte alla pugna, ma Burley, sentendosi vie più ribollire il sangue di rabbia e di sdegno, esclamò: »Perano i Filistei» assalendo Holliday colla sciabola. Mentre questi da valoroso si difendeva, giugnea galoppando uno squadrone d'estrania cavalleria. Erano dragoni olandesi, che conducea il colonnello Wittenblod, e ai quali si faceano scorta Enrico Morton e un impiegato civile.
Wittenblod intimò a nome del re il metter giù l'armi: alla qual voce, tutti obbedirono, tranne Burley, che spronando al galoppo il suo cavallo, cercò il proprio scampo fuggendo. Parecchi dragoni si diedero per ordine del lor comandante ad inseguirlo; ma fornito com'egli era d'ottimo corridore, non riusciva sì facile tale impresa. Pur veggendosi all'atto d'essere raggiunto da due di questi, si volse per affrontarli, e dato successivamente di piglio a due pistole, uccise il primo, rovesciò l'altro da cavallo. Continuando indi il cammino verso il ponte di Bothwell, s'avvide a qualche distanza, che munito era di guardie; laonde costeggiò il Clyde fino ad un punto ove il credea atto a guadarsi e v'addentrò sè e il suo corsiero.
Il tempo impiegato a tal giravolta avendo dato modo di raggiugnerlo ai cavalieri che gli correano dietro, questi trassero congiuntemente sopra di lui, e colpito da due palle, s'accorse d'essere gravemente ferito. Voltò immantinente la briglia al cavallo, e dato colla mano il segnale di chi vuol rendersi, rivenne vicino alla riva da cui prima s'era distolto. Cessò tosto il fuoco degli archibusi, e due dragoni corsero fin entro alla riviera coll'idea di farselo prigioniero. Ma a lor mal costo sperimentarono ch'ei non aveva avuto altro divisamento fuor quello di vendicarsi, e vender cara una vita che più salvar non potea. Giunto appena da presso a quei due soldati, raccolse quante forze ancora gli rimaneano, e menò sul capo d'un di loro tal colpo di sciabola, che il mise sott'acqua, poi con entrambe le mani strinse il collo dell'altro avversario, risolutissimo a soffocarlo; nella qual lotta tutti e due caddero da cavallo e trasportati vennero dalla corrente. Il sangue che sgorgava dalle ferite di Burley contrassegnava lo spazio dai loro corpi trascorso. Furono veduti per ben due volte comparire a galla del fiume, il soldato sforzandosi per notare, Burley per trascinarlo seco a perire in fondo del fiume. Non andò guari, che vennero tirati fuori dall'acque, ma morti sì l'uno che l'altro, e le dita di Burley stavano sì fortemente strette intorno al collo della sua vittima, che fu forza tagliarle per distaccarnele.
Mentre periva in tal guisa questo feroce entusiasta, il generoso e prode Evandale l'estremo fiato rendea. Non appena Morton lo scorse, si trasse a basso da cavallo per prestare tutti i soccorsi che da lui dependeano all'amico suo moribondo. Lo riconobbe lord Evandale, gli strinse la mano, nè avendo più forza per favellare, manifestò co' segni il proprio desiderio di essere trasportato a Fairy-Grove; la qual brama fu secondata usandosi ogni cautela che allo stato del moriente addiceasi; giunto colà, tutti gli amici in pianto gli si posero intorno. Il duolo di lady Emilia manifestavasi alle grida ch'ella mandava; silenzioso, e d'altrettanto più acerbo, era il dolore di Editta. In quell'istante ella non s'accorse neanco di Morton; china sul corpo dello sventurato amico, gli occhi di lei come l'animo non si prendeano pensier che di lui. Finalmente lord Evandale facendo un ultimo sforzo, le strinse la mano, e la pose in quella di Morton, poi sollevando gli occhi al cielo, come per implorarne le benedizioni sovr'essi, in quel medesimo istante spirò.
CONCHIUSIONE.
Io avea deliberato risparmiare a me la molestia di scrivere una conchiusione, e lasciare all'immaginazione de' miei leggitori la cura di combinare a lor grado le cose che debbono essere accadute dopo la morte di lord Evandale; espediente che mi sembrava accomodatissimo e allo scrittore e al leggitore ad un tempo; ma non trovando esempi che lo giustificassero, io me ne stava a tale proposito nella massima perplessità; allora quando mi onorò d'invitarmi a bere il tè in sua compagnia miss Marta Buskbody, figlia nubile, che da quarant'anni pratica con buon successo la professione di mercantessa di mode in Gandercleugh e ne' suoi dintorni. Sapendo io l'inclinazione che questa madamigella ha per tutte l'opere del genere della precedente, la persuasi a scorrerla per intero innanzi al giorno prefisso per trovarmi alla sua abitazione, e la pregai nel medesimo tempo a mettersi in istato di comunicarmi a tale proposito tutti quegli schiarimenti potutisi da lei raccogliere nelle precedenti letture. Giova a sapersi, ch'ella avea letto per ben due volte il magazzino de' tre gabinetti letterarj instituiti a Gandercleugh.
Venuto quel tal giorno e trovatomi in casa della madamigella al momento del tè,