«Ottimamente, reverendo padre, ma il diavolo non conosce eccezioni, e non dorme mai; voi sapete che ei fa le giravolte attorno come leone che rugge!»
«Oh! faccia le giravolte e ruggisca finchè gli pare e piace. Una staffilata ch'io gli applichi colla mia cintura lo fa mugghiare, come mugghiò sotto san Dunstano, che gli acchiappò il naso colle molle arroventate. Non ho mai avuto paura di uomini viventi. Figuratevi se voglio averla del diavolo, nè di tutte le sue diavolerie. San Dunstano, san Vinifredo, santo Sviberto, e quel po' di merito ch'io possa avere, mi mettono in istato di sfidarlo, ad onta della sua coda e delle sue corna. Ma per dirvi un segreto, mio degno amico, non parlo mai di queste cose che dopo aver recitato mattutino.»
Cambiò allor d'argomento; ed aveano entrambi passati due o tre ore bevendo, ridendo, cianciando e cantando, allorchè il rumore di replicati picchii alla porta del romitaggio dieder loro altre faccende.
E da che proveniva sì fatto interrompimento? Ciò è quanto non ci è permesso spiegare, se prima non andiamo a raggiugnere altra brigata, perchè ad imitazion dell'Ariosto, non ci siam fatta una legge di accompagnar fedelmente per ogni dove i personaggi della nostra storia.
Dette le quali cose, l'eremita prese l'arpa, e cantò sovr'essa.... pag. 151.
CAPITOLO XVII.
«N'aspettano boscaglie ov'han soggiorno
«La damma e il capriol, d'alberi ingombre,