«Oh! avrei insegnato loro a furia di percosse la cortesia. Sono avvezzo a maneggiare spiriti di questa razza. I nostri schiavi Turchi sono anch'essi per indole fieri, indomabili quanto avrebbe potuto esserlo Odino; ma due mesi trascorsi in mia casa, sotto la scuola del mio aguzzino, li rendevano umili, sottomessi, docili ed ubbidienti. Giuraddio! Ser Priore. Là sì conviene stare all'erta contro i pugnali e i veleni, se niente niente allentate loro la briglia sanno prevalersi bene degli uni e degli altri.»

«Ciò sarà verissimo. Ma ogni paese ha le sue regole e le sue consuetudini, e credetelo, il menar colpi su quello sgraziato era un cattivo metodo per costringerlo ad insegnarci la dimora del suo padrone. Aggiugnete che ottenuto anche l'intento per questa via, ciò bastava per irritare Cedric contro di voi. Vel dissi già. Questo franklin è superbo, d'un'indole fiera e disdegnosa oltre ogni credere. Nemico della nobiltà, lo è perfino de' suoi confinanti, Reginaldo Frondeboeuf e Filippo Malvoisin, i quali, per vero dire, non sono avversari da disprezzarsi. Egli difende con tanta ostinatezza i privilegi della sua stirpe, ed è sì superbo di discendere in retta linea da Everardo, prode guerriero ai giorni dell'Ettarchia, che generalmente lo nomano Cedric il Sassone. Vedete! egli si reputa a proprio vanto l'origine sassone, che molti ora si studiano nascondere per non provare gli effetti di quel gran principio: Vae victis

«Priore mio, io voglio credere, che parlando di beltà femminili voi siate intelligente quanto un trovadore il più galante possa esserlo. Ma, vi confesso: farà d'uopo che questa Rowena da voi descrittami sia veramente un prodigio impareggiabile d'avvenenza, ond'io arrivi a padroneggiar me medesimo, e ad armarmi di tutta la pazienza necessaria a mettermi in buona grazia col suo padre Cedric, dopo l'odiosa dipintura che mi avete fatta di simil uomo.»

«Oh! debbo dirvi una cosa. Cedric non è in sostanza padre della giovane, e gli antenati di Rowena vantano ben altra nobiltà; e se tra essa e Cedric passano vincoli di sangue, la parentela è lontanissima. Egli ne è unicamente il tutore, ed io credo siasi instituito tale da sè medesimo; ma ama la pupilla, come se fosse sua propria figlia. Quanto poi all'avvenenza di Rowena, fra poco potrete giudicarla voi stesso; e se le grazie della sua persona, i modi espressivi di quel suo sguardo soave e maestoso ad un tempo non vi fanno dimenticare le giovani beltà della Palestina, e le huris di Maometto, acconsento mi riguardiate come un miscredente ed un infedele, e non più come un figlio legittimo della santa Chiesa.»

«Voi dovreste anche ricordarvi la scommessa che abbiamo fatta; e se la bellezza da voi tanto esaltatami non corrisponde all'idea che me ne inspiraste...»

«La mia collana è vostra. Gli è già detto; ma sono miei, se accade il contrario, dieci carrattelli di vino di Chio, e a quest'ora ci fo i conti sopra, come se stessero già nelle cantine del convento sotto le chiavi del vecchio Dionigi, il cellerario.»

«Basta non dimentichiate essere io il giudice della scommessa, e che non la perdo se non convengo io medesimo di non aver mai veduta in vita mia una bellezza tanto perfetta. Son questi i nostri patti, non è egli vero? Mio caro Priore, la vostra collana d'oro corre gran pericolo, ve lo accerto, e voglio fregiarmene il collo nella lizza, che sta per aprirsi ad Ashby-De-La-Zouche.»

«La vedremo, la vedremo! Io non domando che una cosa sola, ed è che la vostra risposta sia leale ed interprete unicamente di quanto sentite; tale insomma qual io me la debbo aspettare da un cavaliere e da un ecclesiastico. Intanto, fratello carissimo, permettetemi di darvi alcuni suggerimenti, e di pregarvi ad assumere modi più cortesi di quelli ai quali vi assuefecero i vostri Infedeli allorchè li tenevate in cattività. Cedric il Sassone, se si credesse gravemente offeso, e vi dico io che s'offende per poco, con sopportazione del vostro titolo di cavaliere, e della importanza del mio ufizio e della santità de' nostri ministeri, intesi tutti ad una medesima causa, sarebbe l'uomo da metterne sull'istante fuor della porta, e farne dormire a campo, fosse ancora la mezzanotte. Abbiate anche attenzione al modo di regolarvi colla leggiadra Rowena, perchè Cedric le fa guardia con gelosissima cura, e s'ei prende, m'intendete? il menomo sospetto, addio nostri divisamenti! Si dice, ch'egli abbia sbandito di casa il proprio figliuolo, solamente perchè volse sguardi affettuosi a questa rara beltà; chè a quanto sembra si può bensì adorarla da lungi, ma chi vuole avvicinarsele dee portar sentimenti così puri, come se si mettesse a piè degli altari dinanzi ad un'immagine della santissima Vergine.»

«V'ho inteso in tutto e per tutto, e conformerò ai vostri desiderii ogni mia azione, e avrò insomma il contegno, che potrebbe aspettarsi da donzella la più pudibonda. Ma quanto al timore da voi manifestato, che Cedric ne scacci di casa, state tranquillo; ella è tale umiliazione che i miei scudieri ed io saprem risparmiarvi. Se il prendesse la mattezza di venire a questo estremo punto, troverebbe gente buona da insegnargli per un'altra volta qual rispetto è dovuto alle leggi dell'ospitalità.»

«Io qui non vi prego che di dar prove di prudenza e di moderazione. Oh! eccoci alla Croce Atterrata, che quel buffone additò. Ma è tanto fitta la notte, che possiamo appena vedere la strada da seguirsi. Se non m'inganno, ne disse di tenerci a mano sinistra.»