«Dovrebbe veramente bastargli l'essere metà monaco» soggiunse il buffone «per non mostrarsi sragionevole affatto verso i viandanti che incontra, supposto anche non si prendessero tutta la premura di rispondere ad interrogazioni, che non li riguardano.»
«Ti perdono la tua giocondità» rispose il Priore «purchè ne insegni la strada del castello di Cedric.»
«Ebbene dunque! le Riverenze vostre debbono seguire questo viale sintantochè giungano ad un luogo detto la Croce atterrata. Voi la vedrete di fatto a terra, e il solo piedistallo non ne è rinversato. Allora prenderete la strada di man sinistra, perchè alla Croce Atterrata vi è un crocicchio di cinque strade. Auguro alle Riverenze vostre di arrivarvi innanzi che scoppi il temporale.»
Il Priore lo ringraziò, e perchè l'augurio del buffone si avverasse meglio, la cavalcata, fermatasi tutto quel tempo, si diede a correre di gran galoppo.
«Se tengono la strada che con molto giudizio indicasti loro» disse Gurth al compagno, quando non udì più lo scalpitar de' cavalli «il reverendo padre sarà ben fortunato, se arriva questa notte a Rotherwood.»
«Gli è vero; ma può giungere comodamente a Sheffield, e un albergo val l'altro. Son cacciator troppo destro per volere insegnare il covo del lepre al cane, quando non ho intenzione ch'esso l'acchiappi.»
«Ti stimo: e t'assicuro mi rincrescerebbe assai se questo Priore vedesse Lady Rowena.... Poi, potrebbe accadere che Cedric attaccasse briga col frate soldato, e ciò sarebbe anche peggio. Ma noi altri da buoni servi, dobbiamo veder tutto, ascoltar tutto, e tacer tutto.»
In questo mezzo, i nostri viaggiatori già lontani molto dai due servi, la discorrevano insieme in francese-normanno, come generalmente usavano le persone più ragguardevoli, eccetto pochi Sassoni, teneri di tutto quanto rammentava ad essi la loro origine.
«Da che deriva la tracotanza di quei furfanti» disse il Templario «e perchè mi impediste voi di punirli?»
«L'un d'essi è pazzo; volete voi, fratello Brian, pretendere risposte giudiziose da un pazzo? L'altro poi è di questa schiatta feroce, selvaggia, intrattabile dei Sassoni, pe' quali il supremo de' diletti si sta nel manifestare in tutti i modi che possono l'odio che portano ai lor vincitori.»