«Trasferitevi al fortino, e ivi aspettate i miei comandi» gli disse in aria autorevole il vincitore.

«Permettetemi prima rendervi consapevole di cosa che assai vi rileva» si fece a dire Bracy. «Wilfrid d'Ivanhoe è ferito, è prigioniere, morirà in mezzo all'incendio del castello se qualcuno non s'affretta a correre in suo soccorso.»

«Wilfrid d'Ivanhoe prigioniero, ferito, in pericolo di morire! La vita di tutti coloro che stanno nel castello mi sarà il mallevador della sua. Ov'è? additatemi il luogo del suo carcere.»

«Questa scala a chiocciola conduce all'appartamento occupato da Ivanhoe. Volete ch'io vi serva di guida?»

«No: andate ad aspettare i miei ordini nel fortino. Io di voi non mi fido, o Bracy.»

Nel durare di questo breve combattimento, e del breve colloquio che lo seguì, Cedric, condottiero d'un corpo d'arcieri che aveva passato il ponte, fra' quali si trovava l'eremita di Copmanhurst, inseguiva gli armigeri del cavaliere normanno, disperati affatto e ridotti al massimo invilimento. Alcuni d'essi domandarono quartiere, altri opposero una inutile resistenza; la più gran parte fuggirono verso la corte del castello.

Bracy, rimasto solo, seguì collo sguardo, da cui leggeasi umiliazione e mestizia, il suo vincitore. «Ei non si fida di me» dicea fra sè stesso «ma gli ho data io occasione di fidarsi?» Raccolse l'armi, trasse dal capo l'elmo in segno di sommissione, e si trasportò al fortino, consegnando la propria spada a Locksley che incontrò lungo la via.

In questo mezzo, progredì tanto l'incendio che ne apparvero manifesti i segnali nell'appartamento ove Rebecca dava ad Ivanhoe le sue cure. Fin d'allora che lo ridestò il fragore della seconda pugna, la buona giovane israelita, per secondarne le istanti preci, tornò a mettersi alla finestra affine di dargli le contezze di quanto accadea. Ma non andò guari che densi globi di fumo uscendo dalla vicina torre, tolsero la vista del campo di battaglia, e le grida al fuoco! acqua! acqua! più assai delle grida de' combattenti si faceano udire in quella parte di edificio.

«È il fuoco al castello!» gridò Rebecca. «Tutto è fiamma! Come salvarci?»

«Fuggite tosto, o Rebecca» sclamò Ivanhoe; «mettete in sicuro i vostri giorni; quanto alla mia vita non v'ha soccorso umano che vaglia a salvarla.»