«Beauséant! Beauséant!» sclamò Bois-Guilbert con voce di tuono. «Così perisca tutt'uom che ardisce denigrare i cavalieri del Tempio!» Profittando indi della costernazione che la caduta d'Atelstano diffuse tra i Sassoni gridò: «Chi vuol salvarsi mi segua!» E apertosi strada verso il ponte levatoio, lo attraversò, seguito da' suoi Saracini e da alcuni cavalieri. Nè scevra di rischio per esso fu tale ritratta, perchè una mano d'arcieri accompagnò lui e il suo seguito con una salva di frecciate. Ma per sua ventura in quel punto, gli arcieri più vaghi di saccheggiare che di dar morte ad un fuggitivo non pensarono ad inseguirlo.
S'indirisse verso il fortino, di cui credea tuttavia cosa possibile si fosse impadronito Bracy, conforme al divisamento che di conserto avevano immaginato.
«Bracy, Bracy!» gridò egli avvicinandosi. «Siete voi qui?»
«Sì,» rispose l'altro «ma vi son prigioniere.»
«Posso io soccorrervi?»
«No: mi è stato forza l'arrendermi, soccorso o non soccorso. Debbo mantenere la mia parola. Salvatevi. I falconi sono mollati. Mettete il mare tra voi e l'Inghilterra. Non ardisco dirvi di più.»
«Ebbene! poichè volete qui rimanervi, rammentate ch'io sono sciolto da' miei obblighi. Quanto ai falconi poco men cale, quai che sian essi. Le mura della commenda di Templestowe presentano tale asilo all'aghirone da disfidar ivi le branche del falco.»
Preso indi galoppo, scomparve insieme col suo seguito.
Quelli fra i difensori della rocca, che per mancanza di cavalli non poterono seguire il Templario, continuarono a difendersi piuttosto come gente deliberata a vendere care le proprie vite, che mossa da speranza di salvamento. Di fatto, vi periron sino all'ultimo d'essi. Il fuoco in tale istante dilatava i suoi guasti per ogni dove del castello. Ulrica, artefice dell'incendio, postasi sulla sommità di una torre, e simile ad una delle furie dipinte dagli antichi poeti, intonava ad alta voce uno di que' cantici guerrieri, di cui allorquando i Sassoni erano ancora pagani, i loro scaldi faceano rintronare i campi delle battaglie. I lunghi capelli grigi di questa femmina le ondeggiavano attorno al capo scoperto. Sfavillavano nei costei occhi l'ebbrezza della vendetta in una e il fuoco di furente delirio ond'era invasata. Brandiva colla mano una rocca, quasi una tra le Parche incaricate di regolare il destino de' mortali, e di tagliarne il filo. La tradizione ci ha conservate alcune strofe di questo barbaro inno, che facea le parole di quel canto trionfale di Ulrica.
Figlie d'Engisto, le vostre faci