Rinnegato Templario! Lascia in libertà una donna che non se' degno sol di toccare; difenditi, capo banda di ladri e di masnadieri! pag. 279.
Animato dalla disperazione, e incoraggiato dall'esempio d'un indomabile condottiero, questo pugno d'uomini operò portenti; e poichè tutti erano ben armati giunsero più d'una volta a respignere il nemico, benchè inferiori ad esso di numero. La giovane ebrea, che uno degli schiavi Saracini di Bois-Guilbert teneva dinanzi a sè sul suo cavallo, stava in mezzo a quel gruppo, nè la confusione e il trambusto di tale istante eran cagione al Templario di portar cure meno sollecite alla sicurezza della medesima. Ond'era cosa non immeritevole d'osservazione, come costui si trovasse ovunque i suoi soldati aveano d'uopo di soccorso e d'incoraggiamento, poi rivenisse ad ogni istante presso la novella sovrana de' suoi pensieri, coprendola col proprio scudo, e dimenticando per essa la cura della personale difesa; e tantosto mettendo il grido della battaglia, si lanciava nella mischia, e dopo gettato dall'arcione alcuno fra' suoi più formidabili competitori, tornava presso di lei.
Atelstano, benchè irresoluto e indolente, siccome il leggitor non lo ignora, non mancava però di prodezza. Laonde al vedere una donna velata, che era scopo di tante premure al Templario, non dubitò che ella non fosse lady Rowena; nè questa volta fu titubante nella deliberazione di involarla a Bois-Guilbert, ad onta della gagliarda resistenza che del certo gli facea mestieri affrontare.
«Per l'anima di sant'Odoardo!» sclamò «vo' sottrarre lady Rowena dalle mani del perfido cavaliere, e queste mie gli daranno la morte.»
«Pensate bene a quanto siete per fare» gli disse Wamba «e badate a non pescare invece d'un carpione una rana. Pel mio berrettone da matto! quella donna è tutt'altra che lady Rowena. Osservatene solamente i lunghi capelli neri, che le escono fuor del turbante, ondeggiandole sulle spalle. Se non vi dà l'animo di distinguere nemmeno il bianco dal nero, come volete essere capo di battaglia?» Ma non gli dava retta Atelstano, onde Wamba così continuò: «In somma, se così vi piace, fatevi innanzi, ma non io, per san Dunstano! vi seguirò; che non mi garba farmi fracassar l'ossa senza sapere per chi. Nè pensate che siete senza armatura e senza celata? O avvisereste che un berrettone di seta fosse valevole schermo contra i colpi d'un acciaro di buona tempera?» Wamba perdeva il suo fiato «Dunque pax vobiscum, valoroso Atelstano. Chi ha sete se la cavi.» Dette le quali cose, lasciò il lembo della veste del nobile Sassone, che fin qui s'era tenuta in pugno il buffone.
Impossessarsi d'una sciabola sfuggita allor dalle mani d'un moribondo, far impeto sul drappello condotto da Bois-Guilbert, menar colpi a destra e a sinistra, fu la bisogna d'un momento per Atelstano, cui aggiugnea forza il furore. Giunto neanco a due passi di distanza da colui ch'egli cercava, sclamò: «Rinnegato Templario! Lascia in libertà una donna che non se' degno sol di toccare; difenditi, capo banda di ladri e di masnadieri!»
«Cane!» rispose digrignando i denti il Templario «t'insegnerò io a bestemmiare il santo ordine del Tempio di Sion.» Dopo i quai detti fe' impennare un istante il suo corridore e il volse rapido contra Atelstano, levandosi sulle staffe per dar più vigore al braccio nel vibrargli un colpo spaventevole sulle tempia.
Wamba non ebbe torto nell'asserire che un berrettone di seta non fa prova coll'acciaio. Il colpo menato dal Templario fu aggiustato con tanta forza ad Atelstano, che mandò in ischegge, quasi fosse una bacchetta di salice, la sciabola da questo opposta per pararlo, e il cavaliere cadde a terra cogli occhi chiusi e privo di moto.