»Del ministro a lui fidato ei compie.
»Qual danna, a qual perdona: esul taluno
»Mette dal suol nativo; ai lari amati
»Riconcede talun; tai di catene
»Stringe; a tai di sua mano i ceppi infrange.
Shakspeare.
I lineamenti ed i modi del Priore prigioniere offerivano una singolare mescolanza d'orgoglio offeso, di scompigliata vanagloria, e d'un terrore da cui cercava invano schivarsi.
«Ebbene, signori miei» diss'egli con tuono da cui trapelavano tutti e tre tai sentimenti «che vol dire tal vostra condotta? Siete Turchi o Cristiani, voi che in sì fatta guisa mettete le mani addosso a un membro del clero? Sapete voi che cosa sia il manus imponere in servos Domini? Deste il sacco alle mie valigie, stracciaste un camice di sontuoso pizzo, degno d'un cardinale! Se vi scontravate in tutto altro ecclesiastico, certamente non l'avreste passata così, e vi sareste udito intonare il terribile Excommunico vos. Ma io sono indulgente, e se mandate liberi i miei confratelli che m'accompagnavano, se mi restituite i miei palafreni e i miei fardelli, se inviate subitamente cento corone di buona moneta d'argento al priorato di Jorvaulx onde vi sian celebrate messe giusta la vostra intenzione, e se finalmente fate voto per ispirito contrito di non mangiar salvaggina da qui a Pentecoste, può essere che non si parli più di questa vostra scappata.»
«Venerabile Priore» si fe' a dire il condottier degli arcieri «sarei inconsolabile se credessi che qualcuno della mia gente avesse usato con voi modi da meritare i paterni vostri rimproveri.»
«Sì: hanno usato bei modi!» riprese la parola il Priore, cui infuse quel coraggio che non avea dianzi il tuono di mansuetudine assunto da Locksley. «Que' bei modi che non s'userebbero verso un cane da pagliaio non dirò verso un Cristiano, e molto meno sacerdote, non parlo poi verso un priore di Jorvaulx! Scorgo là fra voi un imbriaco, profano menestrello, di nome Allan-Dale, vero nebulo quidam, che mi ha minacciato di pena corporea, e persin di morte, se non pago tosto quattrocento corone di riscatto, non contentandosi di tutte le mie bagaglie, delle quali s'è impadronito, e delle catenelle d'oro e degli anelli, di cui non potrei sull'istante apprezzare il valore. Lascio da parte una infinità d'altre dilicate suppellettili, che le ruvide mani di costui m'hanno scipate, tali sono la mia scatoletta de' confetti, e le mie mollettine d'argento.»