Isacco non gli rispose che mandando un profondo gemito, e si mise in istrada accompagnato da due arcieri che dovevano essergli guide e scorte fino all'uscita del bosco.

Il cavalier Nero, stato testimone non affatto indifferente di tutte le cose accadute, si fe' innanzi allora per congedarsi a sua volta da Locksley, nè potè starsi dal manifestargli la propria maraviglia per aver veduto serbarsi tanto ordine e tanta subordinazione fra individui che aveano scosso il freno delle ordinarie leggi della società.

«Un cattivo albero produce talor buoni frutti, ser cavaliere, e qualche cosa di bene si trova anche fra i mali da attribuirsi alla malvagità dei tempi. In mezzo agli uomini, che cattive circostanze hanno spinti a questo genere di vita, non v'ha dubbio, illegale, avvene molti desiderosi di vedere una tal quale moderazione accompagnata alla licenza. Avvene pur di quelli che si dolgono in proprio cuore di dover continuare nella licenza medesima.»

«E credo di parlare con un di questi ultimi.»

«Ser cavaliere, tutt'uomo ha un segreto che gli appartiene. Non vi chiesi il vostro. Sofferite ch'io serbi il mio. Voi potete far sopra di me tai conghietture che più v'aggrada. Io posso far le conghietture che più m'aggrada sopra di voi. E forse, nè le vostre nè le mie frecce, aggiungono al segno.»

«Perdonatemi, prode arciere, il vostro rimprovero è giusto; ma può accadere che ci rivediamo in ora di non avere più segreti l'uno al cospetto dell'altro. Finchè arrivi un tale istante, voglio sperare che ci separiam quali amici.»

«Eccovene in pegno questa mia mano; mano d'un vero Inglese, benchè sia la mano d'un proscritto.»

«Ed eccovi in contraccambio la mia. La riguardo onorata dall'atto di toccare la vostra. Perchè ogn'uomo che fa il bene, quantunque fornito di potere illimitato per commettere il male, merita lode non tanto per le cose buone da lui operate, quanto per le triste da cui si astenne. Addio, prode arciere.»

Così si disgiunsero in perfetto accordo scambievole; e il cavaliere dal Catenaccio salito sul sontuoso suo corridore prese la strada che conduceva fuori della foresta.

CAPITOLO XXXIII.