«Sei tu il ladro e l'eretico» replicò non indignato men l'eremita. «Credi tu che alla presenza de' miei parrocchiani mi inghiottirò come zucchero l'affronto da te osato contro di me, tuo reverendo confratello? Ossa ejus perfringam. Ti fracasserò le ossa, come sta scritto nella Vulgata

«Olà!» esclamò Locksley. «È egli forse convenevole, che due rispettabili individui del clero vengano a tali estremi? Sia tra voi la pace, o fratelli! Priore, se non avete bene accomodate le cose dell'anima vostra, non provocate oltre il nostro cappellano. E tu, eremita, lascia partire in santa pace il reverendo padre in Dio, com'uomo che ha già pagato il suo riscatto.»

Gli arcieri pervennero a separare i due antagonisti, i quali durarono ancor qualche tempo ingiuriandosi in cattivo latino, che il Priore sciorinava con maggiore facilità, e l'eremita con maggior veemenza. Finalmente Aymer s'avvide come rimettea della propria dignità nell'attaccar lite con un cappellano di scorridori; ed essendo arrivati i due frati che lo accompagnavano, partì da quella adunanza con minor pompa e in foggia più apostolica, che non quando vi capitò.

Non mancava altro se non se chiedere all'Ebreo le cauzioni necessarie ad assicurare il pagamento ch'egli avea promesso di eseguire così pel proprio come pel riscatto del Priore, al qual fine il primo mise un vaglia, munito del suo sigillo e della sua sottoscrizione, e tratto sopra altro ebreo d'York, che a chi 'l trasmettea doveva sborsare mille corone, e consegnare diverse merci specificate nel vaglia medesimo.

«Il mio fratello» sospirando, egli disse «ha le chiavi de' miei magazzini.»

«Anche quella del sotterraneo arcato?» gli soggiunse all'orecchio Locksley.

«Dio me ne guardi!» rispose Isacco. «Io credea che questo segreto fosse noto a me unicamente.»

«Se nol sanno altri fuori di me, sei sicuro» soggiunse Locksley; «la qual cosa è sì vera com'è vero che questo pezzo di carta equivale al valore indicatovi sopra. Ma Isacco! a che stai ora pensando? Il dolore di dovere pagare mille corone ti fa dimenticare forse d'essere padre, di avere pericolante una figlia?»

A tal considerazione l'Ebreo fe' un mezzo salto. «No, Diccon, no, Bendbow, parto subito. Addio, uomo, che non posso dir buono, nè voglio, nè debbo chiamare cattivo.»

Questo capobanda nondimeno nol lasciò andar via senza dargli prima un ultimo avvertimento. «Mostrati liberale nelle offerte, Isacco, e non risparmiare la borsa quando è in rischio la sicurezza della tua prole. Pensa bene che una parte di danaro risparmiata mal a proposito in sì fatto negozio potrebbe fruttarti in appresso tormenti spaventevoli, tormenti più orridi, che se lo stesso danaro fatto fondere avesse ad esserti versato lungo il canal della gola.»