Montfichet, presa la lettera dalle mani del superiore, si preparava a trascorrerla cogli occhi.
«Leggete ad alta voce, o Corrado» disse Beaumanoir. «E tu, o Ebreo, porgi ben attento l'orecchio a tale lettura, perchè al proposito di essa dovremo farti molte interrogazioni.»
Corrado lesse la lettera, che era espressa ne' seguenti termini:
«Aymer, per la grazia di Dio priore del convento dell'ordine di Citeaux di santa Maria di Jorvaulx, a ser Brian di Bois-Guilbert, cavaliere del santo Ordine del Tempio, salute. Possiate voi godere d'una vigorosa sanità e di tutti i favori, che l'amico Bacco e la vezzosa Venere distribuiscono! Quanto a me, nell'atto di scrivervi, son fra le mani di tali che non credono nè in Dio nè negli uomini, che hanno osato far prigioniera la mia persona, e metterne a prezzo il riscatto. Da costoro ho saputa la sventura di Frondeboeuf; e mi hanno parimente detto, come voi siete fuggito in compagnia della bella maga ebrea, i cui neri occhi vi hanno ammaliato. Mi congratulo vosco, poichè vi so in luogo di sicurezza; ma vi consiglio a tener gli occhi aperti per quanto spetta a tal seconda incantatrice d'Endor, perchè vengo avvisato, come il vostro Gran-Mastro, che non darebbe una buccia di noce per tutte le pupille nere del mondo, giugne dalla Normandia per togliervi tutte le voglie di ridere, e correggere la gioconda vita che conducete. Ve ne avverto dunque, affinchè vi trovi vigilante, come dice il santo Testo: Inveniantur vigilantes. Il ricco Ebreo, padre della ridetta maga, avendomi chiesto una lettera in favore della medesima, gli ho data la presente e vi esorto ad accettare da lui una somma pel riscatto della sua figlia. Egli è in istato di pagarvi il modo onde procacciarvi cinquanta altre donne con minor rischio, e spero ne godrò la mia parte quando ci troveremo a gozzovigliare insieme da buoni fratelli, e a votare fiaschetti; perchè, mi valgo sempre de' sacri testi: Vinum laetificat cor hominis; e altrove, Rex delectabitur pulchritudine tua.
«Addio, in espettazione di sì felice momento! Scritto nella tana dei masnadieri, verso l'ora del mattutino.
Aymer, priore di Jorvaulx.»
«P. S. La vostra catenella d'oro non è rimasta in poter mio lungo tempo. Gli è probabile che d'ora in poi adorni il collo di qualche bandito, e ne penda il fischietto ond'ei si giova a radunare i colleghi.»
«Che ne dite voi, o Corrado?» soggiunse il Gran-Mastro. «Una tana di masnadieri! È il campo che a tal Priore si conviene. Maravigliate ora se la mano di Dio s'aggrava sopra di noi, e se perdiamo palmo a palmo il terreno contra gli infedeli di Terra Santa, poichè abbiamo tali ecclesiastici qual è Aymer! Ma qual cosa intend'egli mai per questa seconda incantatrice d'Endor?» aggiunse egli dopo aver tratto in disparte Corrado.