Fu dunque somministrata in giro l'ultima tazza; indi gli stranieri, dopo avere inchinati profondamente Cedric e Rowena che si ritrassero prendendo una porta di fondo nell'appartamento, s'accinsero a seguire i servi, incaricati di condurre ciascuno nelle stanze assegnategli.
«Cane di miscredente» disse il Templario nel passar da vicino all'Ebreo «non vai tu alla giostra?»
«Tale è il mio divisamento, nobile e venerabile Cavaliere» rispose Isacco che umilmente lo salutò.
«Tu ci vai senza dubbio per divorare colle tue usure le viscere de' nobili, e per mettere in rovina le donne vendendo loro frascherie d'ultima usanza. Scommetto che sotto quel gran mantello tu nascondi un sacco pieno, zeppo di Shekel[7].»
«Nemmeno un solo!» sclamò il Giudeo incrocicchiando ambo le mani, e inchinandosi. «Nemmeno una monetuccia d'argento! Ne chiamo in testimonio il Dio d'Abramo, e se mi trasferisco ad Ashby, gli è per implorare soccorso da alcuni fratelli della mia tribù onde poter pagare la tassa cui m'ha assoggettato lo Scacchiere degli Ebrei[8]. Non m'assista Giacobbe se mento! Io sono un uomo rovinato. E fino il mantello che porto, ho dovuto farmelo imprestare da Ruben di Tadcaster.»
Sorrise amaramente il Templario.
«Il cielo ti dia quella maledizione che è dovuta agli sfrontati mentitori tuoi pari!» E detto ciò allontanossi, quasi vergognando di rimaner più a lungo con esso. Raggiunti di poi i suoi schiavi Saracini, diede loro alcuni ordini in una lingua straniera che le persone vicine non potevano intendere. Il nostro Isacco rimase tanto stordito per le cose dettegli dal Templario, che stava tuttavia curvato nella postura la più umile, mentre Bois-Guilbert era già fuori della sala. Laonde allora quando sollevò il capo, l'Ebreo aveva la fisonomia d'uomo attonito e instupidito dal fragor di una fulgore scoppiata a' suoi piedi.
Il Priore ed il Cavaliere vennero condotti ciascuno negli appartamenti loro assegnati, avendo a guida l'intendente e il coppiere, preceduti da due servi che portavano torce, e seguiti da due altri, carichi di reficiamenti, caso che nella notte ne fosse occorso il bisogno a quegli ospiti. Servi d'un grado inferiore furono quelli che indicarono, e agli uomini di seguito di que' due personaggi, e agli altri forestieri, le stanze ove avrebbero passata la notte.