«E che, o mia figlia?» rispose Isacco; «abbandonare in tal guisa l'uom che impugnando la lancia e la spada è venuto a riscattarti dalla cattività, a riscattar te figlia d'un popolo estraneo a lui ed a' suoi? Gli è un servigio che vuole tutta quanta la nostra gratitudine.»

«Mi punisca il Dio di Giacobbe, se il mio liberatore non possede tutta intera la mia gratitudine. Ei riceverà i miei ringraziamenti, ringraziamenti venuti dal cuore, ma non in questo punto, o mio padre!... se amate la vostra Rebecca, non in questo punto!»

«Ma» continuò Isacco, facendo un moto d'impazienza «si dirà che noi siamo ingrati peggio di cani.»

«Nè vedete, o padre, ch'egli adesso sta in faccende col re Riccardo, e che?....»

«Oh! è vero hai ragione, figlia mia; ho sempre motivo di ammirare la tua prudenza, o Rebecca. Partiamo, partiamo subito. Il re arriva di Palestina; si dice ch'esce fuor di prigione, abbisognerà di danaro, e potrebbe trovare buon pretesto per domandarne a me ne' negozi che ho fatti col principe Giovanni. Non sarebbe cosa salutare il presentarmegli ora dinanzi. Partiamo, partiam, figlia mia.»

Ed a sua volta affrettando la figlia a questa partenza la condusse con seco all'abitazione del rabbino Nathan-Ben-Samuel.

L'argomento principale che avea tenuto ansioso il Pubblico in tale giornata era il periglioso stato in cui trovossi Rebecca; pur niuno pose mente al partire della medesima. Gli animi d'ognuno omai non istavano conversi che al cavalier Nero, e l'aria risonava d'acclamazioni: «Viva Riccardo Cuor-di-Leone! Periscano gli usurpatori Templarii!»

«Ad onta di tutta questa pomposa mostra che i Templarii hanno fatta di lealtà» disse Ivanhoe al conte d'Essex «il re ha presa una cautela molto saggia nel munirsi di numerosa scorta.»

«Il Re!» sorrise il Conte, dimenando la testa. «E voi che conoscete sì bene il nostro padrone, potete credere solo un momento, che una tal cautela sia stata immaginata da lui? Io mi trasferiva con questa gente a York, avendo saputo che il principe Giovanni adunava colà i suoi partigiani; ed è a caso se ho incontrato il Re, che veniva a questa volta di gran galoppo, e in figura di vero cavaliere errante, per conchiudere colla gagliardia del suo braccio l'avventura dell'Ebrea e del Templario; e posso dire d'averlo accompagnato sin qui a suo malgrado.»

«E quai sono, o Conte, le notizie di York? I ribelli stanno ivi aspettandoci?»