«Io non esito punto,» rispose il pellegrino, sorridendo fra sè della fretta che la paura metteva a quel suo futuro compagno. «Ma vedo bene che ne fa d'uopo assicurarci i modi d'uscir del castello. Seguitemi.»
In questa il condusse nella stanza di Gurth, ch'ei si era fatto indicare, nè ciò avrà dimenticato il leggitore, la sera innanzi. «Gurth» gridò egli «alzati ad aprire la porticella di soccorso, e fammi uscire insiem coll'Ebreo.»
Gurth, il quale dall'ufizio suo, cotanto vile a' dì nostri in Europa, ritraea nell'Inghilterra Sassone tanto spicco, quanto bastò a rendere famoso in Itaca il pastore Eumeo, si trovò punto dal tuono imperioso che inver lui assumeva quel pellegrino.
«Che ascolto?» diss'egli sollevandosi sul gomito senza abbandonare il letto per questo «l'Ebreo vuol partire sì di buon'ora da Rotherwood, e un pellegrino va in sua compagnia?»
«Gli è quanto io pur sospettai» soggiunse Wamba entrando in quell'istante medesimo «che costui se ne sarebbe andato portandone via un mezzo prosciutto.»
«Sia com'esser si voglia» ripigliò a dire Gurth posando nuovamente il capo sul pezzo di legno che gli tenea vece di capezzale «l'Ebreo ed il Cristiano avranno la bontà di aspettare che si apra la porta comune. Noi non comportiamo che i nostri ospiti sfumino dal castello sì di buon'ora e quasi di soppiatto.»
«Sia com'esser si voglia» replicò con fermo tuono il pellegrino «io vi dico che non mi ricuserete quanto vi chiedo.»
Nel medesimo tempo, inclinandosi al letto del porcaiuolo, gli susurrò all'orecchio alcune parole in lingua sassone, che quando Gurth ebbe intese, mostrò esultanza; ma fu presto il pellegrino a portarsi un dito alle labbra: «Bada bene, o Gurth, bada bene. Tu hai fama d'uomo prudente. Aprine la porticella, e maggiori cose saprai.»
Obbedì Gurth, e in tuono sommesso e contento s'avviò col pellegrino alla porta di soccorso, seguito dall'Ebreo e da Wamba, che faceano entrambi le meraviglie su di tal cambiamento istantaneo di deliberazioni venute nel porcaiuolo.
«E la mula!» Sclamò l'Ebreo giunto alla porticella. «Senza la mia mula non posso partire.»