«Vengo per dirvi che se non v'affrettate subito a partire, il vostro viaggio non andrà immune da pericoli.»
«Dio di Mosè! E chi può trovare il suo conto a mettere in pericolo un povero sfortunato qual mi son io?»
«Questo è quello che potete sapere voi meglio di me. La cosa unica di cui posso accertarvi, si è che ieri sera il Templario, attraversando la sala del banchetto, e parlando saracino, linguaggio a me cognitissimo, ordinò a' suoi Mussulmani di spiar l'istante che uscireste del castello, indi seguirvi, e impadronendosi della vostra persona, condurvi prigioniere nel castello di ser Filippo di Malvoisin, ovvero nell'altro di ser Reginaldo di Frondeboeuf.»
Gli è impossibile dipingere al giusto il terrore da cui fu invaso l'Ebreo all'udire tanto tremenda notizia, che il fe' tramortito. Un sudor freddo ne ricoperse la fronte, gli caddero prive di moto le braccia, chinò il capo sul petto. Dopo brevi istanti ciò nondimeno potè sopra sè medesimo tanto d'abbandonare il letto, ma questo sforzo lo estenuò interamente. Gli tremavano sotto le ginocchia, e i suoi nervi e muscoli avevano, parea, perduto il vigore e la naturale loro virtù; laonde cadde a' piedi del pellegrino, non come uomo che si prostra mosso da riconoscenza o rispetto, ma a guisa da chi è tratto bocconi da una forza superiore cui non abbia modo alcun di resistere.
«Potente Dio d'Abramo!» furono questi i primi accenti ch'ei pronunziò sollevando al cielo le scarne mani, mentre il suo capo toccava ancora la terra «o santo Mosè! o beato Aronne! Non sognai io dunque, nè vana fu la visione che ebbi! Sentii gli strumenti della tortura che mi laceravano il fianco, siccome l'aratro rompe in passando le glebe, ove sorsero altra volta le città dei figli d'Ammone.»
«Alzatevi, Isacco, ed ascoltatemi» soggiunse il pellegrino, che lo guardava con quell'occhio di compassione non negata neanco alle persone meritevoli meno di stima. «Non è privo di fondamento il terrore che concepiste, ripensando soprattutto al modo onde i nobili ed i principi usarono co' vostri fratelli per l'avidità di impadronirsi de' loro tesori; ma alzatevi, ve lo replico; v'indicherò una via di salvezza. Vi è per altro d'uopo involarvi tostamente da questo castello, e profittare del sonno in cui è immerso ciascuno. Io vi condurrò a traverso della foresta per segreti sentieri, a me noti quanto il possano essere al boscaiuolo medesimo; non mi dipartirò da voi se prima non avrete ottenuto un salvocondotto da alcuno fra o baroni o capi, che si trasferiscono al torneo, e la cui protezione voi avrete del certo modi per guadagnarvi.»
È da notarsi, che allorquando ai primi detti del pellegrino, l'Ebreo travide qualche speranza di sottrarsi al Templario, cominciò a levarsi direm quasi pollice a pollice dal suolo ove giaceva supino, tanto che si trovò sulle sue ginocchia, tenendo al pellegrino conversi tai sguardi espressivi, che indicavano rincoramento e timore non disgiunti da diffidenza. Ma all'udire le ultime parole, s'impossessò di lui tutto lo spavento di prima, sicchè tornò a cadere prosteso col volto a terra.
«Io aver modi di guadagnarmi la protezione d'alcuno! mio Dio! Per ottenere la protezione d'un Cristiano l'Ebreo non ha che una sola strada, e come trovarla io povero tapino, che le altrui avanie hanno ridotto all'indigenza d'un Giobbe?» Allora, come se la diffidenza avesse in costui vinti tutti gli altri sentimenti, sclamò d'improvviso: «Ah per l'amor di Dio! buon figliuolo, per l'amore di questo padre onnipotente degli Ebrei e dei Cristiani e delle generazioni così d'Israele come d'Ismaele, per l'amore di questo Dio, non mi tradite! Io non ho modo di comperar protezione dal più povero fra i mendicanti cristiani, volesse questi concedermela ancor per un soldo.» Dopo tale scongiuro sorse una seconda volta da terra, e afferrato il mantello del pellegrino, si diede di nuovo a contemplarlo in tuono umile e supplichevole. Questi si ritirò d'alcun passo, quasi pauroso, come lo erano a que' giorni i Sassoni e Normanni, che la troppa vicinanza di costui li lordasse.
«Quand'anche tu portassi addosso tutte le ricchezze della tua tribù» soggiunse sprezzantemente il pellegrino «quale sarebbe interesse in me di pregiudicarti? L'abito che porto non ti accenna forse abbastanza che ho fatto voto di povertà? Nel lasciarti, io non avrò d'uopo che d'un cavallo e d'un saione di maglia. Nè creder già che mi mova alcuna vaghezza della tua compagnia, o ch'io pensi a vantaggiarne in qualsisia maniera. Rimani, se ciò meglio t'aggrada. Cedric il Sassone può concederti la sua protezione.»
«Egli non vorrà saperne, nè mi permetterà, ne son certo, il viaggiare fra le persone del suo seguito. Sassoni e Normanni son tutti la stessa cosa nel disdegnare i poveri Ebrei. Per altra parte, attraversar solo i dominii di Malvoisin e di Reginaldo Frondeboeuf dopo le sconsolanti notizie che voi mi deste!... Buon figliuolo, verrò con voi, affrettiamoci, stringiamo i nostri cinturini, e fuggiamo. Ecco il vostro bordone. Perchè ancora esitate?»