«Esso appartiene al valoroso cavaliere ch'io servo, e al certo non ve ne avrei parlato se vi foste contentati di quello ch'è mio.»

«Bravo! il tuo umor mi va a genio, e comunque siam tutti figli di s. Nicolò, puoi far capitale su i tuoi trenta zecchini, semprecchè però tu sia franco e sincero con noi. Ma intanto sbarazzati del peso che ti molesta.» E sì dicendo presegli il sacchetto di cuoio entro del quale erano e la borsa datagli da Rebecca, e gli altri zecchini che aveva portati con sè. Continuando indi il ladro l'interrogatorio gli chiese:

«Chi è il tuo padrone?»

«Il cavaliere Diseredato.»

«Quella buona lancia che guadagnò il premio quest'oggi! Qual è il suo nome, e la sua discendenza?»

«Egli desidera che ciò resti ignoto, nè da me certo il saprete.»

«E tu come ti chiami?»

«Dirvi il mio nome sarebbe lo stesso che nominarvi il mio padrone.»

«Tu sei un servo fedele. Ora spiegane com'è venuto al tuo padrone questo denaro? Da eredità forse, o da qualche altro titolo?»

«Titolo! dal diritto della sua buona lancia. Questo sacchetto contiene il riscatto di quattro bei cavalli, e d'altrettante belle armature.»