Nel tempo di sì fatti ragionamenti la curiosità avea tratto Waldemar verso il luogo, ove Ivanhoe cadde svenuto; sicchè tornando al Principe gli disse. «Il giovane eroe non darà lungo motivo d'inquietudine a vostra Altezza, nè cercherà disputare a Frondeboeuf il feudo d'Ivanhoe; egli è gravemente ferito.»
«Chiunque egli sia» rispose Giovanni «io non vedo in lui che il vincitor del torneo; e foss'egli dieci volte di più nostro nemico, o dieci volte di più affezionato a nostro fratello, le quali cose tornano forse allo stesso, gli è d'uopo ora largheggiar seco lui d'ogni soccorso addicevole allo stato in cui si trova. Ordineremo tosto al nostro primo medico perchè lo visiti.»
Un amaro sorriso si lasciò scorgere nei lineamenti del Principe intantochè profferiva tai detti. Waldemar Fitzurse fu pronto a rispondere che gli amici d'Ivanhoe aveano fatto trasportar questo giovine fuor dell'arena, aggiugnendo:
«Confesso ch'io non ho potuto difendermi da una tal qual commozione in veggendo il duolo che quest'ultimo avvenimento ha cagionato alla Regina della Beltà e degli Amori. Oh! ella ha ben finito con tristezza il suo regno d'un giorno! Non certo io son l'uomo che mi lasci infievolir di leggieri dal pianto femminile: ma lady Rowena seppe reprimere il cordoglio con tanta dignità, che m'era impossibile il non ammirarne la fermezza e il coraggio. Quanta lotta ella dovea sostenere coi moti del proprio cuore, allorchè a mani giunte contemplava con occhio asciutto quel corpo esanime che giacea steso a' suoi piedi!»
«E chi è in somma questa lady Rowena, di cui udiam farsi continuamente parole?»
«Ella è una Sassone, erede di un ragguardevole patrimonio» disse il priore Aymer «la più bella delle belle, una rosa di freschezza, un vero gioiello sott'ogni aspetto.»
«Ebbene! noi ci darem pensiere di consolarla, e di nobilitarla col concederle in isposo un Normanno. Senza dubbio essa è minore, e quindi a noi s'appartiene la cura di collocarla. Che ne dite Bracy? Vi sentireste in voglia d'imitar l'esempio degli amici del Conquistatore, e di sposare una Sassone per arricchire d'una cospicua signoria?»
«Se la signoria mi conviene, o Principe» rispose Bracy «gli è ben difficile che mi dispiaccia la sposa; e l'Altezza vostra ha trovata ora una bella occasione di compiere un'opera buona, e di tenere tutte le promesse fatte al suo fedele servo e vassallo.»
«A ciò penseremo» disse il Principe, «anzi..... aspettate. Per poter subito dar mano all'opera, dite al nostro siniscalco di trasferirsi tosto presso lady Rowena, e invitarla ad onorare di sua presenza il nostro banchetto, insieme colla sua compagnia, intendo quel suo burbero d'un tutore, e quell'altro sassone, specie d'orso, a cui il Neghittoso Nero fece morder la polvere nel torneo. Rigot» soggiunse volgendosi al siniscalco «nel far invito usate tal compitezza e tali riguardi che l'orgoglio di questi alteri Sassoni ne sia soddisfatto, e che non abbiano pretesti ad un secondo rifiuto, benchè sul mio onore, il far cortesia a costoro, sia gettar perle dinanzi ai porci.»
Pronunziate appena queste parole, e già preparandosi il principe Giovanni a dare il segnale della partenza, un uom del suo seguito venne a portargli un biglietto.