CAPITOLO VI.

„ Due parole. In petto hai core?

„ Va; provvediti un acciaro,

„ E vien meco su quel poggio.

„ Là vedrò, se ti sia caro,

„ Ch'io t'estimi un uom d'onore. „

Antica ballata.

Il sere di Ravenswood essendosi accorto del caso occorso al suo cavallo di maneggio, ripartì sulla chinea che lo avea condotto fin lì, e per usarle riguardo andava di passo nell'allontanarsi dalla Tana della volpe per tornare nella sua vecchia torre di Wolfcrag, quando intese dietro di se il rumore di un cavallo che galoppava. Volgendosi, vide il giovine Bucklaw che lo seguiva e l'avrebbe raggiunto prima, se innanzi partire dalla Tana della volpe, non si fosse lasciato vincere dalla tentazione possentissima d'insegnare al mozzo di stalla la ricetta per guarire il cavallo zoppo. Cercò questi nondimeno di riguadagnare il tempo perduto col correre di gran galoppo, e trovò Ravenswood in un luogo ove la strada attraversava una vasta palude.

„ Fermatevi, signore, disse Bucklaw. Io non sono un agente politico, un capitano Craigengelt, la cui vita è troppo importante, perchè egli voglia arrischiarla in difesa del proprio onore. Ma mi chiamo il nobile Hayston di Bucklaw, e se qualcuno mi insulta con una parola, con un gesto, con un guardo, dee rendermene conto. „

„ Tutto questo va benissimo, sig. Hayston di Bucklaw, rispose il sere di Ravenswood con tuono oltre ogni dire indifferente e tranquillo; ma io non ho alcuna lite con voi, nè bramo averne. Ecco la mia strada; quella là, se non m'inganno, è la vostra; le strade che noi due seguiamo in questo mondo, non sono meno opposte, cred'io. Perchè cercare d'impicciarci scambievolmente? „