Mercè d'aver usate tutte le avvertenze che gli avea raccomandate il proprietario di sì lugubre soggiorno, Bucklaw si trovò sano e salvo in mezzo al cortile; ma benchè Ravenswood picchiasse con raddoppiati colpi alla porta della torre, e con quanto fiato aveva in corpo, gridasse a Caleb di scendere per aprire, rimase lungo tempo senza ricevere alcuna risposta.

„ Diavolo! incominciò a pensare; o il vecchio è morto, o lo ha preso qualche vertigine; lo strepito che io fo avrebbe destati i sette dormienti. „

Finalmente si udì una voce tremula e timorosa che rispondea balbettando, „ siete voi, vostro Onore? É il sere di Ravenswood? „

„ Sì son io, Caleb, fa presto ad aprire la porta. „

„ Ma ditemi, siete veramente voi in carne ed ossa? Perchè vorrei piuttosto veder cinquanta diavoli che lo spettro, o lo spirito del mio padrone. Sicchè foste anche il padrone, non una, ma dieci volte, se non siete sotto forma umana, con tutti i vostri requisiti d'uom vivo, state in là. „

„ Son io, vecchio pazzo, riprese a dire Ravenswood, io medesimo in corpo ed in anima, benchè non ti giuri che cosa io potrei essere fra poco se mi lasci più a lungo morire di freddo. „

Il lume che rischiarava una specie di abbaino nella parte più alta della torre, disparve allora, e facendosi vedere a mano a mano di finestra in finestra, diede a comprendere che chi lo portava stava scendendo una scala a lumaca, scavata entro una delle torricelle che ornavano gli angoli del vecchio edifizio. Col lento suo camminare si tirava addosso alcune esclamazioni d'impazienza per parte di Ravenswood, e alcune più significanti imprecazioni che gli mandava addietro il men tollerante Bucklaw. Il nostro Caleb si fermò nuovamente prima di levare il catenaccio chiedendo anche una volta, se fossero veramente uomini fatti di creta a guisa degli altri coloro che volevano entrare in quell'ora sì tarda.

„ Se ti fossi vicino senza tramezzo, vecchio balordo, esclamò Bucklaw, ti farei ben vedere con incontrastabili prove che io sono di carne e d'ossa come sei tu. „

„ Apri la porta, Caleb, „ aggiunse con più umano tuono il padrone, e ciò tanto per usar riguardo ad un vecchio e fedel servitore, quanto mosso da un'altra considerazione; vale a dire che le minacce non avrebbero giovato di nulla, fintanto che tra Caleb e le persone che gli parlavano, fosse stata di mezzo una grossa porta di quercia foderata di ferro.

Finalmente Caleb, con tremebonda mano, sollevò le sbarre, aprì la pesante porta, rimase immobile per un istante dinanzi ai due sopraggiunti. I suoi capelli grigi, corti e assai diradati, il fronte calvo, i lineamenti solcati dalle rughe della vecchiaia, ma significanti ed espressivi, erano illuminati dalla luce della lampada ch'ei tenea con una mano, luce che tutta portavasi sul suo volto, perchè rimandata dall'altra mano con cui difendea la fiamma della lucerna dal vento. Lo sguardo timido, e in un rispettoso, ch'ei girò attorno di se, l'effetto di quella luce concentrata che illuminava la fisonomia e i capelli bianchi del vegliardo, avrebbero potuto somministrare argomento ad un bellissimo quadro: ma i nostri viaggiatori erano troppo impazienti di mettersi al sicuro dal temporale che minacciavano le nubi addensatesi sull'orizzonte; per aver voglia d'intertenersi in pittoresche contemplazioni. „ Siete voi, mio caro padrone? Siete veramente voi? il vecchio servo si fece a dire. Sono afflitto, non potete credere quanto afflitto, che voi abbiate aspettato sì lungo tempo alla porta del vostro castello: ma chi si sarebbe immaginato che tornereste sì presto e accompagnato da un signor forestiere? „ Qui fece pausa, per volgere il discorso a qualche abitante del castello, situato nell'andito, in modo che nol vedessero quei di fuori, e parlava, o almeno credea parlar sotto voce, perchè non l'udissero i due amici che tuttavia rimaneano nel cortile. „ Misia, mia cara Misia, per amor di Dio, movetevi e allestite un po' di fuoco alla presta; prendete quel vecchio sgabello da tre' piedi, o qualunque altro arnese che vi vien per le mani, tanto da fare un po' di fiamma. „ Poi volgendosi al padrone. „ Mi spiace, soggiugnea, che non saremo provvedutissimi di vettovaglie, perchè non vi aspettavamo che da qui a qualche mese, e allora avremmo procurato di ordinare tutte le cose per ricevervi cogli onori dovuti al vostro grado e alla vostra nascita. Nondimeno........ „