„ Vi sarò, finchè dura, amico in vita e in morte. „

Shakespeare.

Sul più duro de' letti, in cui si fosse probabilmente scontrato giammai, il lord Cancelliere avea portati quegli stessi pensieri ambiziosi, e quella medesima perplessità che bastano a sbandire il sonno anche da chi si posa su letto di calugine e fra le più morbide coltri. Com'uomo che avea navigato lungo tempo per l'oceano politico, ne conosceva ad uno ad uno gli scogli, nè niuno sentiva meglio di lui la necessità di governare il naviglio in dirittura col vento dominante onde evitare nella tempesta il naufragio. La natura del suo ingegno, e la timidità del suo carattere gli aveano comunicata la docile pieghevolezza del vecchio conte di Nortumberlandia, il quale volendo spiegare come avea conservata la propria carica, in mezzo a tutti i cambiamenti di governo accaduti nell'intervallo trascorso fra i regni di Enrico VIII e di Elisabetta, confessò francamente, che della natura del salice, anzichè della natura della quercia partecipava.

Ser Guglielmo Asthon pertanto avea sempre fatto studio di esplorare i cambiamenti, che l'orizzonte politico presagiva vicini, e prima che la lotta fosse decisa, era sollecito di conciliarsi il favore della fazione, per cui, a parere di esso, propendea la vittoria. Nè già questa indole di lui fluttuante, e all'aura delle circostanze pieghevole, ignoravasi; che anzi meritato erasi perciò lo sprezzo dei capi più intraprendenti delle due fazioni in cui si partiva lo Stato. Nondimeno, utile e prezioso si rendea per ingegno, e grandemente si apprezzavano le sue cognizioni nella giurisprudenza; le quali prerogative compensavano tanto in lord Asthon gli altri difetti, che i reggitori delle cose pubbliche, tenessero all'una o all'altra delle due parti, amavano prevalersi de' suoi servigi, e nel compensavano, senza però mai concedergli nè confidenza, nè stima.

Il marchese di Athol avea adoperata tutta la sua preponderanza, e poste in giuoco tutte le molle politiche che questa gli procacciava, affinchè seguisse un cambiamento di gabinetto nella Scozia; e i suoi divisamenti erano sì bene concetti, e con tanta forza e abilità secondati, che del prospero successo de' medesimi nessuno omai dubitava. Ciò nullameno non teneasi ancora abbastanza certo della vittoria per trascurare alcuna via che conducesse alle sue bandiere partigiani novelli. Sembrandogli che l'affezionarsi il lord Cancelliere fosse un accorgimento de' più rilevanti in questa bisogna, incaricò a tal uopo un famigliare, il quale conoscendo e l'indole e le disposizioni d'animo del personaggio desiderato in lega, della politica conversione del medesimo si fece mallevadore.

Sotto pretesto di rendergli una visita, questo negoziatore erasi trasferito al castello di Ravenswood, ove, all'atto del suo arrivo, si accorse, come le agitazioni alle quali in quel momento il Lord mostravasi in preda, derivassero dai pericoli personali che temea sovrastargli per parte del sere di Ravenswood. Il modo de' discorsi tenutigli dalla cieca sibilla (la vecchia Alisa); l'apparizione subitanea di Edgardo, venuto in armi nel recinto dei suoi perduti dominj, nel tempo stesso in cui la vecchia avea avvertito il lord Cancelliere di paventarlo; il tuono di freddezza e disdegno con cui corrispose ai sensi di gratitudine che gli espresse il Cancelliere, quando per l'opportuno soccorso di questo giovine, vide in sicuro la vita propria e della figlia; tutte le ridette circostanze si erano profondamente nella immaginazione di lord Asthon scolpite.

Non appena il negoziatore politico del Marchese si accorse da qual banda il vento spariva, incominciò ad instillare nell'animo di ser Guglielmo, timori e dubbj d'un altro genere, ma non meno atti ad agitarlo. Mostrando ferventissimo interesse per lui, gli chiese se la involuta processura, che avea fatto parlare tanto, tra le famiglie Asthon e di Ravenswood fosse stata ultimata definitivamente, e in tal guisa che non rimanesse alla parte perditrice alcuna via di appellazione. — Benchè rispondesse affermativamente il lord Cancelliere, l'interrogatore conoscea troppo bene lo stato di questa bisogna per non acchetarsi ad una tale affermazione sì facilmente. Anzi, sempre mostrandosi mosso da zelo pei vantaggi del Lord, gli enumerò con destrezza una serie d'argomenti, che non ammetteano replica, e intesi a porre in chiaro, che gli articoli più importanti, decisi a pro degli Asthon, contro i Ravenswood, poteano, semprechè la parte danneggiata si appellasse, divenir soggetto ad una nuova revisione dinanzi agli Stati del Regno, cioè al Parlamento della Scozia, vero giudice in ultima istanza.

Sulle prime, ser Guglielmo andava sostenendo che sarebbe illegale una tal processura; ma posto alle strette, cadde confessando la vera origine della sua sicurezza da questo lato, ed era l'impossibilità che il meschino sere di Ravenswood avesse nel Parlamento amici così possenti, i quali volessero prendersi, a favore di questo, l'odiosità di instituire una revisione che feriva personaggi di maggior conto.

„ Milord non s'addormenti su tale speranza, l'amico insidioso soggiunse; potrebbe avvenire che nella prossima adunata, il giovine di Ravenswood, avesse nel Parlamento più amici e protettori di quanti ne ha, oso dire, la Signoria vostra mentre parliamo. „

„ La sarebbe singolare da vero! „ rispose con aria di disdegno lord Asthon.