Così dicendo, incominciò a gettare in mezzo alla cucina e piatti, e piattelli, e pentole, e tutti gli arnesi di ferro, di rame, d'ottone, di latta che gli capitarono fra le mani, risparmiando però con giudiziosa attenzione la maiolica e tutto quanto poteva rompersi. Mandava ad un tempo tali grida, o piuttosto urla, che Misia incominciò a propria volta ad urlare da vero, pensando che il suo vecchio collega fosse impazzito.

„ Che cosa fa dunque costui? Oh dio! Ha ribaltata la fricassea di castrato, che io avea preparata con quel pezzetto di coscia avanzata l'altr'ieri al desinar d'oggi del padrone. Povera me! anche il mezzo boccale di latte che dovea servir domani per la sua colezione! Farà colezione il gatto. — Ma il fulmine vi ha fatto dar volta al cervello, Caleb! „

„ Tacete, vecchia pazza, tacete, le diceva a mezza voce Balderston, fregandosi in aria di trionfo le mani. Adesso tutto è a dovere. Il pranzo è pronto, e il fulmine lo ha apparecchiato in un attimo. „

„ Il poveretto è divenuto matto davvero (soggiugnea Misia guardandolo con occhio di compassione, e non senza qualche paura). Temo che non torni più in se. „

„ La pazza siete voi; ma ascoltatemi bene (dicea Caleb, giubilante di potere, mercè la fertilità della sua immaginazione, sciogliersi con onore da un impaccio che sembrato eragli insuperabile). Prima di tutto abbiate cura di non lasciar entrare in cucina quel forestiere. Poi giurate che il fulmine tenendo la via del cammino, è caduto qui, e ha rovinato il miglior desinare che aveste apprestato mai in vita vostra; manzo, lodole, vitella, salvaggina, prosciutto, lepri, pollami, quel che vorrete voi; non badate a spesa, e mettete insieme un pasto squisito. Io intanto vado nel salone a raccontare la storia di questa disgrazia. Ma soprattutto che non entri in cucina quel servo straniero! „ Dopo avere in tal modo istruita la sua confederata, Caleb corse verso il salone; ma prima di entrarvi, volle fare, come abile generale, una scoperta. A tal fine, pose l'occhio ad una fenditura che il tempo, per atto di compiacenza ai servi curiosi, avea fatta nella porta; e vedendo in quale stato trovavasi miss Asthon, ebbe la prudenza di aspettare alcuni istanti per non accrescere colla sua fisonomia spaventata i nostri timori, e perchè la desiderava ben riavuta, e in istato di ascoltare attentamente la storia che ei si accingeva a narrare intorno alle conseguenze disastrose del fulmine.

Ma quando la vide tornata perfettamente in se stessa, e udì che i discorsi aggiravansi sullo stato di desolazione cui ridotta era la torre di Wolfcrag, pensò esser quello l'istante di mostrarsi, e si introdusse nel modo che abbiam descritto sul finire del capitolo precedente.

„ Oh che disgrazia! oh che disgrazia! esclamava. Simile inconveniente adunque dovea accadere nel castello di Ravenswood, ed io viver tanto per esserne spettatore! „

„ Che cos'è stato, Caleb? Domandò il padrone, preso veramente da un po' di timore. Qualche parte del castello sarebbe rovinata? „

„ Rovine grandi, no, non ve ne sono; ma il fulmine è venuto giù pel cammin di cucina, ha rovesciate tutte le casserole, gettata fuliggine per ogni dove, e dovea succeder questo, quando voi state ricevendo personaggi distinti, ospiti così rispettabili! aggiunse inchinando profondamente il lord Cancelliere e la figlia di esso. Non dico altro; in tutto il castello, non rimane più cosa che possa servire pel pasto del pranzo o della cena, come poi vi piace chiamarlo. „

„ Vi credo facilmente, Caleb; „ gli disse in tuono corrucciato il padrone.