Infelice lord Cancelliere! Egli non pensava mai qual nembo rombasse in lontananza, nè che questo nembo, spinto da un vento impetuoso, movesse verso il suo castello, e fosse in atto già già di scoppiare. Lungi che la ricordanza della sua amabile sposa gli si parasse, nemmen per poco, alla mente, tutti i pensieri di lui erano assorti nella sospirata visita del marchese di Athol. Arrivò finalmente il giorno in cui questo alto personaggio doveva onorare di sua presenza il castello di Ravenswood, ove tutto era in moto per ben riceverlo. Ser Guglielmo correa di appartamento in appartamento per vedere se ogni cosa fosse in ordine, entrava in colloquj, in cantina col cantiniere, in credenza colla governante, e talvolta si avventurava persino a metter la testa entro l'uscio della cucina, a rischio di buscarsi un rabbuffo dal cuoco, che quanto abile, altrettanto era petulante, e capace perfino di non badare ai suggerimenti della medesima lady Asthon.

Dopo essersi convinto co' proprj occhi che nulla mancava agli apparecchi da farsi per ricevere degnamente il suo ospite, salì, pregando Edgardo e Lucia ad accompagnarlo, sul terrazzo del suo castello per esplorare l'istante dell'arrivo del Marchese. Questo terrazzo, fiancheggiato da un grosso muro costrutto di grandi mattoni, estendeasi sul fronte del castello, a pari del primo piano. La grande porta centinata che mettea nel cortile, aprivasi per disotto, girando a guisa di ponte levatoio; d'onde scorgevasi che i lôrdi di Ravenswood, nel fabbricare quest'edifizio, aveano voluto in qualche modo munirlo; ma che affidati nella possanza di cui godeano in allora, non pensarono a farne propriamente una fortezza.

Nel pianerottolo, ove erasi trasportato il lord Cancelliere in compagnia di Edgardo e della figlia, vedeasi una prospettiva non meno bella che estesa; ma la particolarità più importante per la nostra storia si è, che di là si scoprivano due strade, delle quali l'una venendo da levante, l'altra da ponente, si avvicinavano a mano a mano, tanto, che si congiungevano al pendio d'una collina, collocata rimpetto all'eminenza ove torreggiava il castello, e a poca distanza dal viale che vi conducea. Dalla strada di ponente dovea arrivare il Marchese, onde a quella volta tutti aveano fisi gli sguardi; il Cancelliere, per un effetto d'irrequieta impazienza, la figlia per sommissione ai desiderj del padre, e per compiacenza Ravenswood, che però, al vedere quel ridicolo orgasmo di lord Asthon, frenava a stento i moti di uno sprezzante disdegno.

Non aspettarono lungo tempo. Due lacchè vestiti di bianco, coperti di cappello nero la testa, e portando in mano lunghi bastoni, venivano a capo di quel corteggio, con tanta agilità che non parea facessero veruna fatica nel mantenersi ad una convenevole distanza dal cocchio e dagli uomini a cavallo che lo scortavano, e si sarebbe detto sfidassero alla corsa i corridori che li seguivano. Trovansi nelle antiche commedie allusioni frequenti a questi lacchè; e alcuni vecchi scozzesi possono ricordarsi d'averne veduti, siccome parte integrante del corteggio dei Grandi quando viaggiavano in cerimonia[9]. Dietro a queste abbaglianti meteore che correano qual se l'angelo delle vendette gli avesse inseguiti; vedeasi una nuvola di polvere sollevata dai sergenti a cavallo che precedevano, accompagnavano e venivan dopo il cocchio del Marchese.

I privilegi della Nobiltà in que' tempi aveano un non so che di adatto a ferire fortemente l'immaginazione. Gli abiti, le livree, il numero de' servi, il modo di viaggiare, il portamento dignitoso e quasi guerriero de' sergenti armati a cavallo in mezzo a quali procedeva il cocchio, davano ad un personaggio d'alto conto una segnalata preminenza sul semplice feudatario, che da un paio di servi era soltanto seguìto. Che quanto alle persone dedite al traffico, esse non si sarebbero avvisate di imitare la pompa dei gran signori, nel medesimo modo in cui non avrebbero ardito sfoggiare in un cocchio simile alla carrozza da gala del monarca. Ora le cose sono affatto cambiate; i Nobili e i borghesi viaggiano nella stessa maniera, e io medesimo, io, Jedediah Cleishbotham, nel trasferirmi ultimamente in diligenza a Edimburgo, ho avuto l'onore d'incrocicchiar le mie gambe con quelle di un Pari del regno. Ma accadeva in tutt'altro modo nel tempo di cui si parla, e questo marchese, aspettato sì lungo tempo, giugneva splendente di tutta quanta la pompa dell'antica aristocrazia. Ser Guglielmo stava tanto assorto nel meditare se avesse mai dimenticata alcuna delle cose necessarie alla cerimonia del ricevimento, che non udì la interrogazione fattagli dal giovine Enrico, il quale avea seguìto colà il rimanente della famiglia.

„ Papà, papà, ecco là un altra carrozza che vien da levante! É del marchese di Athol ancora quella? „

Finalmente avendo il giovinetto, a furia di tirarlo per la manica dell'abito, costretto il padre a badargli, volse questi un istante gli occhi alla parte di levante. Non ammettea dubbio la cosa. Un altro cocchio, tirato da sei cavalli, e accompagnato da quattro servi a cavallo, veniva di gran galoppo, talchè sarebbe stato difficile il decidere qual delle due carrozze sarebbe arrivata prima alla porta. Turchina era l'una, verde l'altra; nè giammai le due fazioni, verde e turchina, eccitarono ne' circhi di Roma e di Costantinopoli tanto tumulto, quanto nell'animo del lord Cancelliere questa doppia apparizione destò. Piacene qui rammentare la terribile esclamazione di quell'uomo che, giunto al termine di una colpevole vita, credea vedersi vicino al letto un tremendo spettro, di cui faceva la descrizione agli astanti. Un amico del moribondo, per fare una prova di guarirne l'immaginazione, gli collocò a fianco un uomo aggiustato nella stessa guisa dello spettro che l'altro pensava d'avere presente. „ Mio dio! (gridò quell'infelice che vedea e l'apparizione vera, e la fantastica), adesso son due! „

Non fu meno sgradevole la sorpresa da cui fu compreso il Lord alla vista di quel doppio arrivo. Non vedeasi quale altro conoscente, o prossimo di lord Asthon, potesse venire al suo castello in quella guisa, senza aver mandato ad avvertire, e senza essere invitato, o aspettato. Ogni indizio pertanto additava al Cancelliere che sua moglie giugneva. Glielo dicea del pari un segreto presentimento, che pur lo avvisava del motivo di un tal ritorno subitaneo, nè preceduto da annunzio veruno. Trovavasi, com'uomo preso infragranti; nè avea il conforto sol di dubitare se la Milady avrebbe veduta o no di mal occhio tutta la comitiva in mezzo a cui all'impensata lo sorprendea. Una speranza unica gli rimaneva; cioè che la premura, somma in lady Asthon, di mantenere in qualsivoglia circostanza il decoro della propria dignità, l'avrebbe rattenuta dal prorompere in pubbliche escandescenze. Nondimeno il tribolavano sì crudelmente il dubbio, la paura, l'inquietudine, che perfino il rituale, cui avea studiato tanto per ben ricevere l'ospite, venne dimenticato.

Ned era egli il solo che provasse questi sentimenti d'angoscia. Lucia, col volto coperto di un mortale pallore, e giungendo ambe le mani, si volse al sere di Ravenswood, „ è mia madre, dicendogli, è mia madre! „

„ E quand'anche fosse lady Asthon, gli rispose Edgardo sommessamente, qual motivo avete di agitarvi tanto? Il ritorno di una madre in seno di una famiglia, da cui era rimasta disgiunta sì lungo tempo, dee dunque far nascere la costernazione e lo spavento? „