Spencer.

Il cattivo stato di salute cui pervenne Lucia rendè ben tosto necessarj i soccorsi di qualche persona meglio istrutta degli ufizj d'infermiere che nol fosse alcuna delle cameriere di lady Asthon. La vecchia Ersilia, che dopo la morte di Alisa vedemmo sulle scene un istante, venne chiamata a tal ministero, nè senza possenti motivi la madre dell'infelice giovinetta diede preferenza ad una tal femmina.

Costei, soprannomata la Medichessa pel villaggio di Lammermoor, si era acquistata molta fama fra gl'ignoranti a motivo di varie guarigioni di cui le si dava merito; guarigioni operate soprattutto ne' casi di quelle malattie misteriose che sfidano l'arte del medico, e che i superstiziosi Scozzesi riguardavano, come derivate da un sortilegio gettato sulla persona del paziente. I rimedj di cotesta femmina consistevano, parte in erbe colte di notte tempo sotto l'influsso di tale o tal altro pianeta, parte in formule di bizzarre parole, in segni, e prestigi che talvolta produceano salutare effetto sull'immaginazione dell'infermo. Tale era il mestiere professato da Ersilia Gourlay, la quale, e ognuno la crederà facilmente, era, a motivo di ciò, sospetta non solamente ai vicini, ma eziandio al clero di que' dintorni. Nondimeno, continuava a far traffico segreto di Scienze Occulte, perchè, a malgrado delle terribili punizioni cui soggiaceano i colpevoli dell'immaginario delitto di fattucchieria, vedeansi di frequente certe donne, che stravaganti nelle loro idee e spinte dal bisogno, si cimentavano volontarie ad essere credute streghe, onde procurarsi, col terror che inspiravano, predominio nel vicinato, e guadagnarsi il misero salario che alle fazioni delle pretese loro scienze metteano.

La stoltezza di Ersilia Gourlay non giungeva a tanto ch'ella confessasse di avere fermato un patto col diavolo; perchè ciò sarebbe stato per essa un affrettarsi troppo nel cammino che guida al rogo e all'onore di una camicia foderata di pece e di zolfo. La sua magia, così esprimevasi, era innocente siccome quella di Calibano. Però, dicea la buona ventura, spiegava i sogni, componea filtri, scopriva i furti, stringea, rompea matrimonj con tal buon successo, che taluno potea veramente crederla confederata con Belzebù. Il maggior danno che derivasse dalle supposte cognizioni di cotesti immaginarj adetti delle Scienze Occulte in ciò consistea: la maggior parte di tal genia, divenuti già scopo all'odio e al terrore de' proprj concittadini, non si faceano scrupolo di commettere atti che veramente legittimavano la pubblica esecrazione cui soggiaceano. Perciò, leggendo le numerose condanne che in quel secolo i tribunali di Scozia pronunziarono contro le pretese streghe, sentiamo sminuirsi alquanto l'orrore destato nei nostri animi dal lor destino, col pensare che la maggior parte di esse aveano meritato, come avvelenatrici, o come cooperatrici, a nome del demonio, di parecchi occulti misfatti, le tremende pene, cui per delitto di magia venivano assoggettate.

Tali belle qualità adunque possedea Ersilia Gourlay, la femmina che lady Asthon giudicò ben fatto assegnare per infermiera a sua figlia, e ciò collo scopo di soggiogare affatto l'animo di questa infelice. Una persona d'una classe inferiore a quella cui pertenea lady Asthon, non avrebbe ardito tirarsi in casa una femmina sospettata siccome strega; ma la madre di Lucia credeasi pel suo grado fatta superiore alle censure del pubblico; onde non solamente non le temea, ma secondando la sua fiera indole, le affrontava. Nè mancò chi la lodasse di antiveggenza per avere chiamata presso la figlia cotesta Medichessa, l'infermiera più abile, diceasi che si fosse potuta trovare in que' dintorni; al qual provvedimento, se tutt'altra donna non nata Douglas si fosse arrischiata, ogn'uno l'avrebbe rimproverata di essere ricorsa alla confederata, alla favorita del nemico del genere umano.

Lady Asthon non ebbe mestieri di diffondersi in lunghe spiegazioni per additare ad Ersilia la parte che dovea sostenere; bastò una parola per farla del tutto intesa. La natura avea compartito a costei un ingegno adatto al mestier che abbracciò, nè avrebbe potuto professarlo con buon successo senza possedere qualche cognizione del cuore umano e delle passioni che lo sconvolgono. Si accorse immantinente del fremito che sorprese Lucia al solo vederla; cosa di cui non maraviglieranno i nostri leggitori, purchè si ricordino il ritratto che facemmo della maliarda, allorchè nella stanza della moribonda Alisa si trasportava. Concepì odio mortale contro l'infelice fanciulla che non avea potuto vederla senza essere da involontario orrore compresa; e quindi tanto più di buon grado si accinse a secondare gli inesorabili disegni della Milady. Ma la prima cura di Ersilia fu quella di vincere l'antipatia che avea destata nell'animo della giovane, antipatia che agli occhi della vecchia diveniva imperdonabil delitto.

Non le riuscì ardua l'impresa di conciliarsi l'animo di Lucia, la quale ricevendo dalla sua vecchia custode dimostrazioni di premura e d'affetto, a cui non era avvezza da qualche tempo, vinse il ribrezzo, che l'aspetto lurido di costei le avea destato nell'animo. E se con sollecitudini ben intese, la Sibilla non giunse a cattivarsi del tutto la confidenza della giovinetta, certamente ottenne in essa un'attenta e curiosa ascoltatrice alle storie, che sotto pretesto di sollevarla, le raccontava. Sulle prime, coteste storie erano, per la maggior parte, avventure maravigliose dello stesso genere di quelle che aveano in addietro formata la lettura favorita di miss Asthon, e tutte spiranti soave malinconia e tenero interesse. Si vedeano per esse, or fate che danzavano a chiaro di luna su praterie tappezzate di fiori, ora amanti obbligati ad errare per lungo tempo lungi dalle loro innamorate, or prigioniere infelici liberate dalle torri entro cui maligni giganti le tenevano rinchiuse. Nondimeno sì fatte leggende presero a poco a poco un carattere cupo e misterioso, e allorchè la fattucchiera narravale al lume di una lucerna, le voci tronche di costei, l'aspetto delle sue labbra livide e tremebonde, quel suo scarno dito levato in aria, quel suo capo paralitico, avrebbero potuto destar terrore anche sopra immaginazioni meno al terrore accessibili, e in un secolo meno superstizioso.

La trista femmina accorgendosi de' vantaggi che a mano a mano riportava sulla vittima de' suoi artifizj, si fece a circonvallarla entro un cerchio magico più angusto, e incominciò a narrarle quelle antiche leggende della casa de' Ravenswood, ove più campeggiavano il terrore e la superstizione; nè dimenticò la storia della fatal fontana della Sirena, aggiugnendole di sua fantasia abbellimenti che la rendessero più tetra e lugubre, e arricchì di comenti i più confacevoli alle sue prave intenzioni la profezia che sul destino dell'ultimo Ravenswood avea Caleb testè citata al padrone. E per ultimo le narrò come lo spettro della vecchia Alisa si fosse mostrato presso la terribile fonte ad Edgardo. La qual cosa tanto più dee sembrare straordinaria, perchè Edgardo non ebbe di una tale apparizione parola con chicchesia; laonde, a chi voglia credere costei veramente in corrispondenza cogli enti soprannaturali, è forza il supporre che ella medesima in quell'occasione sostenesse la parte di spettro.

Se Lucia si fosse trovata ad una condizione meno infelice, o se cotesti avvenimenti si fossero riferiti a tutt'altra famiglia che a quella di Ravenswood, essi non avrebbero prodotto nell'animo di lei che una momentanea impressione. Ma non dureremo fatica a comprendere, come nel caso della sfortunata Lucia, l'idea di un infausto destino collegato al suo amore ne tenesse la mente e notte e giorno; onde tutti gli orrori della superstizione signoreggiarono un'anima straziata anche senza di ciò dal cordoglio, dall'incertezza, dall'angoscia, e da quello stato di solitudine cui vedeasi abbandonata perfino in seno della propria famiglia, divenutale una famiglia di tiranni anzichè di congiunti. In somma d'allora in poi fra le storie da Ersilia narratele, non fuvvene una che non contenesse avvenimenti analoghi a quelli di cui Lucia fu vittima o spettatrice; per la qual cosa a poco a poco si affezionò suo malgrado ai mistici colloquj della malvagia Sibilla che sol d'argomenti tragici la intertenea, e concedè per ultimo confidenza alla femmina che da prima sol ribrezzo e abborrimento inspiravale.

Accortasi Ersilia di questo per lei favorevole cambiamento, seppe trarne profitto col volgere tutti i pensieri di Lucia a studiare i modi di conoscere l'avvenire, metodo il più adatto a pervertire ed a sviare una mente. Sollecita di darle la spiegazione di qualsisia sogno, trovava nelle più picciole cose i presagi di quanto doveva accadere, e adoperava contro di essa tutti gli espedienti cui sapeano sì bene porre in uso, per dominare gli animi de' lor neofiti, i così nomati addetti della magia nera.