Nel giorno prima delle nozze, tra le variazioni mentali cui soggiaceva Lucia, la leggerezza più lungamente prevalse; onde trascorse gran parte della sera ad esaminare, colla curiosità e col diletto che sarebbero stati addicevoli ad un fanciullo, tutto quanto dovea servire all'aggiustamento nuziale, così di lei, come di tutti gl'individui di sua famiglia.

Bellissima fu la mattina di questa memorabil giornata; tutte le persone invitate alla cerimonia a mano a mano arrivarono, e comunque vasto fosse il castello, bastava appena per contenerle. Non solamente i congiunti di ser Guglielmo Asthon, e tutta la numerosa gente dei Douglas, e gli amici e i parenti di Bucklaw, ma non fuvvi quasi famiglia distinta di presbiteriani che dimorasse in uno spazio di cinquanta miglia all'intorno, la quale non volesse partecipare dell'onor di convenire a tai nozze; perchè tutte le ridette persone riguardavano sì fatta festa come un trionfo della propria fazione sopra il lor nemico politico, il marchese di Athol, su cui ricadea in certo modo l'umiliazione che il suo giovine parente Ravenswood sofferiva.

Terminata una splendida colezione, che fu imbandita ai convitati, ciascuno pensò a montare a cavallo per trasferirsi tantosto alla chiesa. La futura sposa venne condotta nella grande sala dalla madre e dal suo fratello Enrico. Benchè una tetra malinconia avesse in lei preso il luogo della non naturale giocondità del dì innanzi, sapendo ognuno, che in una sì solenne occasione un contegno grave e serio non è cosa straordinaria in una fanciulla, non vi fu chi a ciò ponesse mente di sorte alcuna. Aggiungasi, che i suoi occhi pareano scintillanti, le sue guance animate di vivi colori, oltre quanto erasi da lungo tempo osservato. La sua naturale avvenenza, l'eleganza del vestire, lo splendor delle gemme di cui andava coperta, fecero che al suo comparire si udisse all'intorno di lei un rumor lusinghiero di lodi, cui non poterono astenersi dal far coro le persone medesime del suo sesso.

Intantochè la giuliva brigata montava a cavallo, ser Guglielmo chiese ad Enrico, per qual motivo avesse cinta una spada che apparteneva al suo fratello militare, e che era sproporzionata per lui. „ Io vi avea pure, continuò, fatto comperare a bella posta per questa solennità un piccolo coltello da caccia a Edimburgo. „

„ Non so che ne sia divenuto, rispose Enrico; ogni mia cura per trovarlo è stata inutile. „

„ Capisco; l'avete nascosto voi medesimo per trarne pretesto ad armarvi di una spada che sarebbe stata buona per ser Guglielmo Wallace[6]. Ma non importa; abbiate cura di vostra sorella, e montate a cavallo. „

Gli obbedì Enrico, e si pose a fianco di Lucia nel centro della festosa cavalcata. Troppo gli davano da pensare in quel punto e la sua grande spada, e il suo abito ricamato, e il suo piumato cappello, e il bel palafreno che cavalcava per la prima volta, perchè potesse badare ad altra cosa; ma si ricordò in appresso, nè il dimenticò più mai, che nel prendere la mano della sorella per aiutarla a mettersi a cavallo, la sentì fredda ed umida, siccome il marmo d'un sepolcro.

Dopo avere ascese colline e attraversate valli, la processione arrivò finalmente alla chiesa parrocchiale, che ben tosto empierono non solamente i convitati in numero più di cento e i loro servi, ma i molti curiosi che la fama di questa festa avea chiamati. Le nozze vennero celebrate giusta i riti della Chiesa presbiteriana, di cui Bucklaw avea creduto bene, nè era gran tempo, di abbracciare i dogmi.

Alla porta della chiesa fu fatta una liberale distribuzione di vettovaglie ai poveri delle vicine parrocchie; il quale incarico era stato commesso a John Mortsheugh[7], recentemente promosso al rilevante grado di sagrestano della chiesa parrocchiale di Ravenswood, impiego che cambiò senza dolersene coll'altro di custode del cimiterio dell'Eremitaggio.

Sopra una lapide sepolcrale sedeasi la vecchia Ersilia Gourlay, e due commari di costei, quelle stesse che aveano prestata l'opera loro a seppellire la cieca Alisa. Stavano queste femmine esaminando la parte toccata loro nell'accennata distribuzione, e a confrontarla da invidiose colle parti degli altri.