CAPITOLO XII.
„ Del nuziale ostel stridon le porte.
„ Chi n'esce? Egli è Azrael, l'Angel di morte. „
Thalab.
Dopo la sgradevole scena accaduta nel castello, Lucia venne trasportata nella sua stanza, ove rimase quasi tutto il giorno in uno stato poco dissimile dalla morte. Parve per vero dire alla domane ch'ella avesse ricuperate le forze e l'arbitrio sulle proprie deliberazioni; ma subito si scopersero in essa novelli sintomi che spaventaron la medesima lady Asthon. Or mostrava una leggerezza e una giocondità che nemmeno si accordava coll'abituale sua indole e collo stato in cui si trovava; or cupa e tetra, ricusava di rispondere a qualunque interrogazione le fosse fatta; talvolta capricciosa, ostinata ed inquieta, tal altra loquace sì, che non v'era modo di frenarne il profluvio delle parole; i quai cambiamenti ripetutamente in uno stesso giorno accadeano. Chiamati i medici, e nulla comprendendo questi sul genere di tale infermità, l'attribuirono vagamente ad un'agitazione mentale che avesse per soli rimedj un esercizio moderato e i passatempi.
Lucia non venne mai in discorso su le cose avvenute nel dì che sottoscrisse il contratto delle sue nozze con Bucklaw; e sembrò anzi che la sua memoria non ne avesse conservata traccia veruna, perchè fu veduta più d'una volta portarsi la mano al collo, come se avesse cercato il nastro che sua madre ne aveva dianzi staccato: ed era questo il preludio d'un dei suoi impeti di delirio malinconico, onde fu intesa più d'una volta esclamare con accento di sorpresa e dolore; „ Chi dunque ha osato recidere il filo della mia vita? „
Ad onta di tali sintomi, che annunziavano un principio di follìa, e che doveano far temere per la vita medesima di Lucia, lady Asthon non rimase meno ferma nei suoi disegni, de' quali non volle si tardasse per questo l'adempimento. Però non le cagionava lieve imbarazzo la necessità di salvar le apparenze innanzi a Bucklaw, ben sapendo ella che se questi si fosse accorto dell'assoluta avversione con cui la donzella si portava a tali nozze, non avrebbe esitato a rinunziare; e questa rinunzia le sarebbe sembrata un affronto e un'umiliazione dopo tutti i tentativi che per condurle a termine aveva operati. Senza pertanto cambiar nulla quanto al giorno prefisso per celebrarle, risolvè che in quel giorno sarebbero seguite semprechè Lucia continuasse a prestarsi passivamente a tutto ciò che le veniva intimato; e pensò che la mutazione di soggiorno e di stato sociale sarebbe stato per la giovinetta un rimedio più pronto ed efficace di quanti espedienti i medici avevano potuto suggerire.
La speranza di dar nuovo lustro alla propria famiglia, e la brama di procacciarsi in Bucklaw e ne' suoi partigiani e congiunti, un sostegno contro la fazione del marchese di Athol, furono l'esca, onde ser Guglielmo approvò tal precipizio di cose, cui forse nemmeno avrebbe osato opporsi apertamente, se in lui ne fosse stata la brama. Quanto a Bucklaw e al Colonnello, protestarono che dopo quanto era accaduto sarebbe stato un disdoro il tardar sol d'un'ora l'istante prefisso alle nozze, e che tale indugio avrebbe potuto imputarsi a timore inspirato dalla inaspettata visita, e dalle minacce del sere di Ravenswood.
É però un dovere di giustizia l'accennare in ordine a ciò, che se Bucklaw avesse saputo lo stato di salute, o a dir meglio di mente, della giovine a lui promessa, non avrebbe mai comportato un sì violento contegno. Ma le usanze scozzesi in quel tempo erano tali, che durante i giorni precedenti immediatamente alle nozze, gli sposi non aveano colloquj se non se rari e brevissimi colle loro fidanzate; circostanza di cui lady Asthon profittò con tanta destrezza, che Bucklaw nè vide, nè sospettò cosa veruna.